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EDILIZIA – DE PETRIS (LeU): “INCOMPRENSIBILE L’OSTRUZIONISMO CONTRO LA NORMA, GIA’ APPROVATA, CHE CONSENTIREBBE LA DEMOLIZIONE DI EDIFICI ABUSIVI E IL RIPRISTINO DELLA LEGALITA'”

“La norma che consentirebbe ai Prefetti di sbloccare la demolizione di migliaia di immobili abusivi continua a essere oggetto di un incomprensibile ostruzionismo. La norma era stata inserita nel precedente dl Semplificazioni grazie a un emendamento di cui ero prima firmataria. Una circolare interpretativa inviata dal ministero degli Interni alle prefetture ne ha però circoscritto l’applicazione ai soli abusi accertati dopo il settembre 2020, depotenziandone così immensamente la portata. Alla Camera alcuni emendamenti, tra cui uno del gruppo di LeU, che intendevano ripristinare la corretta interpretazione della norma sono stati considerati inammissibili. Il nostro ricorso contro la manifesta irragionevolezza di questa inammissibilità è stato respinto oggi”, denuncia la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris.

“Il fine della norma, nella sua versione originaria e corretta, era difendere la legalità contro la piaga degli abusi edilizi, nei confronti dei quali le ordinanze di demolizione vengono disattese nell’80% dei casi. Circoscrivere il potere di demolizione affidato ai prefetti ai soli abusi successivi al settembre 2020 significa impedire la demolizione della stragrande maggioranza degli edifici abusivi. Non si capisce dunque il senso di questo strenuo ostruzionismo e sorge inevitabilmente il dubbio che l’obiettivo sia proprio depotenziare la norma impedendo le demolizioni e il ripristino della legalità. Ci auguriamo pertanto che queste resistenze vengano rapidamente superate e si possa tornare al più presto alla legalità restituendo ai Prefetti il potere di eseguire tutte le ordinanze di demolizione”, conclude la presidente De Petris.

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COVID – DE PETRIS (LeU): “LA FINE DELL’OBBLIGO DELLE MASCHERINE ALL’APERTO È UN RISULTATO IMPORTANTE MA LA CRISI NON È FINITA. OCCORRE ANCORA LA MASSIMA CAUTELA”

“Da oggi, dopo molti mesi, non c’è più l’obbligo di portare la mascherina anche all’aperto. È un risultato importante che non deve però creare equivoci e fraintendimenti. La pandemia non è finita. La variante Delta si sta rivelando più pericolosa di quanto non sperassimo. Molti Paesi stanno tornando al lockdown ed è una eventualità che dobbiamo fare il possibile per evitare”, afferma la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris.

“Soprattutto in estate, quando le occasioni di assembramento si moltiplicano, bisogna tenere la guardia alta e non fingere che la crisi sia finita. Quello che è successo a Palma di Majorca deve essere un campanello d’allarme per tutti. Con i vaccini abbiamo un’arma fondamentale in più per sconfigger il virus e tornare presto a una vera normalità, ma i vaccini da soli non bastano. Bisogna mantenere la massima cautela e saranno fondamentali i comportamenti di ognuno. Anche per questo è di vitale importanza non lanciare segnali sbagliati e pericolosi”, conclude la presidente De Petris.

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LAVORO – DE PETRIS (LeU): “LA PROROGA SELETTIVA DEL BLOCCO DEI LICENZIAMENTI PER CATEGORIE NON BASTA. IL GOVERNO TROVI UN ACCORDO CON I SINDACATI PER EVITARE LA CRISI SOCIALE”

“La decisione del governo di incontrare le parti sociali prima di varare il decreto sulla proroga selettiva del blocco dei licenziamenti è un passo positivo. Ma i sindacati devono anche essere ascoltati e deve essere trovata una soluzione in grado di impedire davvero un’ondata di licenziamenti e una conseguente crisi sociale”, afferma la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris.

“La proroga selettiva limitata a poche categorie non basta e non sarebbe sufficiente a fronteggiare la situazione che rischia di determinarsi. Il governo deve cercare e trovare con i rappresentanti dei lavoratori una strada in grado di evitare la crisi sino a quando non saranno state messe a punto, con la riforma degli ammortizzatori sociali, formule alternative a quella del licenziamento”, prosegue la capogruppo di LeU.

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LAVORO – DE PETRIS (LeU): “IL GOVERNO NON IGNORI LE MANIFESTAZIONI SULLA PROROGA DEL BLOCCO DEI LICENZIAMENTI E CONVOCHI I SINDACATI”

“Credo che il governo non possa ignorare le manifestazioni e le richieste dei lavoratori che vogliono che sia prorogato sino a ottobre il blocco dei licenziamenti per tutti, in modo da avere il tempo per mettere a punto, con la riforma degli ammortizzatori sociali, le misure alternative ai licenziamenti. Sarebbe opportuno che il governo convocasse i rappresentanti dei lavoratori prima di varare l’annunciato decreto sulla proroga selettiva del blocco per trovare una soluzione concordata”, afferma la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris.

“Credo che sarebbe un grave errore ignorare o sottovalutare il disagio sociale che sta montando in seguito alla crisi innescata dalla pandemia. La stessa ministra degli Interni Lamorgese segnala la presenza di rischi sociali in mancanza di garanzie per i lavoratori. Quelle garanzie possono e devono essere trovate solo attraverso il confronto con i rappresentanti dei lavoratori”, conclude la presidente De Petris.

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LAVORO – DE PETRIS (LeU): “IL TEMPO STA PER SCADERE. URGENTISSIMA LA SOLUZIONE IMMEDIATA PER EVITARE I LICENZIAMENTI E LA CRISI SOCIALE”.

“Il tempo sta per scadere. Mancano pochi giorni alla fine del blocco dei licenziamenti, il 30 giugno, e se non si troverà subito un soluzione tra meno di una settimana ci troveremo di fronte a un’ondata di licenziamenti. Alcune aziende, come la Whirlpool a Napoli, hanno già inviato le lettere di licenziamento a partire dal primo luglio. Bisogna impedire che la slavina parta, altrimenti sarà poi impossibile fermarla, ed è compito del governo farlo ora cercando e trovando un pieno accordo con i sindacati”, dichiara la capogruppo di LeU Loredana De Petris.

“Le tensioni crescenti delle scorse settimane nella logistica e l’elevatissimo numero di persone rimaste senza lavoro nonostante il blocco rivelano che una crisi sociale c’è già. Senza un intervento drastico del governo, a partire dalla proroga del blocco dei licenziamenti che è necessaria ma di per sé insufficiente, peggiorerà nei prossimi mesi. Per il governo e per la politica questa deve essere una priorità assoluta, come la lotta contro la pandemia e la ripartenza”, conclude la presidente De Petris.

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AFGHANISTAN – DE PETRIS (LeU): “ORA BISOGNA INTERROGARSI SUGLI INTERVENTI DI ESPORTAZIONE DELLA DEMOCRAZIA”

“Prima di tutto, al termine della lunghissima missione in Afghanistan credo che si debba rendere omaggi ai 53 soldati italiani che hanno perso la vita in questa missione. Ma credo che nelle prossime settimane e nei prossimi mesi sarà necessario avviare una riflessione più approfondita su questa missione e in generale sugli interventi nei Paesi nei quali vengono negati i diritti umani”, afferma la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris.

“Io avevo molti dubbi sulle operazioni che miravano a esportare la democrazia già vent’anni fa. Oggi lasciamo in Afghanistan un quadro allarmante, pieno di incognite, e l’idea di tornare alla situazione di vent’anni fa non può che suscitare interrogativi. Il lavoro italiano, in questa come nelle altre missioni, si è sempre contraddistinto per la vicinanza alla popolazione civile. Dobbiamo comunque continuare su questa strada, in difesa dei diritti umani e delle donne”, conclude la presidente De Petris.

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DDL ZAN – DE PETRIS (LeU): “DRAGHI IMPECCABILE. HA DIFESO LA LAICITA’ DELLO STATO E RICORDATO CHE NON C’È NESSUN RISCHIO PER LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE”

“Le parole del presidente del consiglio sulla lettera inviata dal Vaticano in merito al ddl Zan sono state impeccabili ed esaurienti. Draghi ha sottolineato e difeso la laicità dello Stato e ricordato che in Italia i controlli sulla costituzionalità delle leggi e dunque anche sul rispetto del Concordato sono tali da non permettere alcun timore in merito alla difesa dell’art.21 della Costituzione e alla tutela della libertà di pensiero e di espressione”, afferma la capogruppo di Leu Loredana De Petris.

“Draghi ha fatto benissimo anche a segnalare che è il Parlamento e non il governo a dover decidere sul ddl Zan, che oltretutto è una legge di iniziativa parlamentare. Discutere la legge è compito e prerogativa del Parlamento e la legge, bloccata per troppo tempo dall’ostruzionismo leghista in commissione Giustizia, deve essere portata subito in aula”.

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DDL ZAN – DE PETRIS (LeU): “MERAVIGLIATI PER LA POSIZIONE DEL VATICANO, NESSUNA MINACCIA ALLA LIBERTA’ DI PENSIERO”

 

“Pur con tutto il rispetto, siamo meravigliati per la presa di posizione che, secondo le indiscrezioni della stampa, sarebbe stata assunta dal Vaticano sul ddl Zan, disegno di legge di iniziativa parlamentare che non riguarda il governo. La legge, inoltre, è già stata discussa alla Camera e non si capisce bene perché il Vaticano avrebbe deciso di muovere questi rilievi solo ora. Peraltro quel che ha impedito alla commissione Giustizia del Senato di esaminare in modo più approfondito il ddl, è stato l’ostruzionismo dello stesso presidente leghista della commissione, e ancora adesso siamo nella fase delle audizioni, senza un calendario preciso per la discussione”, afferma la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris.

“Ma nel merito non direi che quei rilievi siano fondati. La tutela della libertà d’opinione e di espressione è sancita con la massima chiarezza. Il rispetto dell’art. 21 è ribadito e confermato più volte nel testo della legge. Parlare di minaccia alla libertà di pensiero mi pare quindi assolutamente fuori luogo. Non vorrei che a incidere sulle posizioni del Vaticano fossero state, più che il testo della legge, le interpretazioni tendenziose e bugiarde che ne sono state date a puro scopo propagandistico”.

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BOLOGNA – ERRANI (ARTICOLO UNO): “AVANTI CON LEPORE PER UN NUOVO CENTROSINISTRA”

“Grande soddisfazione per la vittoria di Matteo Lepore alle primarie di Bologna”: così il senatore di Articolo Uno Vasco Errani sulla vittoria di Matteo Lepore alle primarie bolognesi.

“E’ una vittoria resa ancora più bella dall’alta partecipazione del popolo del centrosinistra e che conferma Bologna come una delle città più progressiste del Paese. Ora non c’è tempo da perdere: occorre andare avanti con la fabbrica del programma per costruire il campo largo del nuovo centrosinistra col contributo anche del Movimento Cinque Stelle. Un centrosinistra nuovo che dobbiamo fondare sui contenuti, che valorizzi l’impegno di questi mesi di Coraggiosa e Coalizione Civica insieme a Matteo Lepore e che sia all’altezza delle nuove sfide che Bologna ha davanti: la sfida del Recovery, della transizione ecologica, della lotta alle nuove disuguaglianze attraverso l’innovazione e la costruzione di un nuovo modello di sviluppo equo e sostenibile. Queste sono le grandi sfide per tutto il Paese e Bologna, con Lepore e il nuovo centrosinistra, potrà essere leader di un grande processo di cambiamento, conclude il senatore di Articolo Uno.

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REPORT – DE PETRIS (LEU), RUOTOLO (GRUPPO MISTO): “LA SENTENZA DEL TAR METTE IN GRAVE RISCHIO LA TUTELA DELLE FONTI E LA LIBERTA’ D’INFORMAZIONE. L’INTERROGAZIONE AI MINISTRI DELLA GIUSTIZIA E DELLO SVILUPPO ECONOMICO”

“La sentenza del Tar del Lazio che ha accolto parzialmente il ricorso dell’avvocato Mascetti contro il programma di Raitre Report, stabilendo che la Rai debba garantire accesso a tutta la documentazione utilizzata per servizi e inchieste, è estremamente pericolosa. Viola clamorosamente l’art. 21 della Costituzione, quello che garantisce la libertà di stampa”, afferma il senatore del gruppo Misto ed ex giornalista d’inchiesta Sandro Ruotolo.

“In base a questa sentenza i giornalisti del Servizio Pubblico verrebbero equiparati a funzionari pubblici e il diritto d’accesso alla documentazione da loro racconta diventerebbe prevalente sul diritto di tutela delle fonti, con evidente e gravissima lesione della libertà d’informazione e della difesa della riservatezza delle fonti. In questo modo, inoltre, si introdurrebbe una assurda e inaccettabile discriminazione tra i giornalisti del Servizio Pubblico e quelli del settore privato.

Con la presidente del gruppo Misto e capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris abbiamo presentato una interrogazione rivolta ai ministri della Giustizia e dello Sviluppo economico con delega alla Telecomunicazioni per sapere cosa intendano fare per difendere il diritto alla tutela delle fonti, la parità di condizioni per tutti i giornalisti e soprattutto la libertà di stampa, che questa sentenza mette pesantemente a rischio”.

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