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CARCERE – DE PETRIS (LeU): “I PESTAGGI DI SANTA MARIA CAPUA VETERE NON SONO UN CASO ISOLATO. SERVE UNA COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA”

“I pestaggi nel carcere di S. Maria Capua Vetere non sono un caso isolato. Si moltiplicano notizie di pestaggi indegni di un Paese civile e democratico in molti istituti penitenziari. Attualmente stanno indagando sei procure e nel carcere di Modena si sarebbero verificati episodi di vera tortura. È evidente che spetta al Parlamento far luce su quel che è successo negli istituti penitenziari italiani all’inizio della pandemia ma non solo in quella fase”, afferma la capogruppo di LeU al Senato.

“Troppi elementi fanno credere che le regole democratiche e le stesse leggi non siano adeguatamente rispettate nelle carceri italiane e che queste siano considerate zone franche dove si possono ignorare leggi e diritti. È necessario dunque che sia istituita una Commissione parlamentare d’inchiesta, incaricata di far piena luce sulla situazione delle carceri e sul rispetto delle regole democratiche al loro interno”.

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DDL ZAN – DE PETRIS (LeU): “UNA LEGGE CHE ALLARGA I DIRITTI ISPIRATA ALL’ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE”

“Gli appelli alla mediazione della Lega non sono credibili e sono smentiti dal contenuto della pregiudiziale di costituzionalità presentata dal senatore Pillon, che nel testo mette apertamente in discussione la stessa legge Mancino, cioè la base del ddl Zan”, afferma in aula la capogruppo di LeU e presidente del gruppo Misto Loredana De Petris annunciando il voto contrario alle pregiudiziali.

“L’identità di genere è indicata con chiarezza da due sentenze della Corte costituzionale. Noi vogliamo una legge che aumenti i diritti e combatta la discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere. Questo obiettivo non solo non viola la Costituzione ma, al contrario, è ispirata al rigoroso rispetto per l’art. 3 della Carta. Per questo è necessario proseguire con la discussione e approvare una legge che allargherà l’area dei diritti senza ledere gli interessi di nessuno”.

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M5S – DE PETRIS (LeU): “ACCORDO MOLTO POSITIVO. ORA SI DEVE COSTRUIRE CON CONTE UNA COALIZIONE IN GRADO DI BATTERE LA DESTRA E ORIENTARE L’AZIONE DEL GOVERNO DRAGHI”

“L’accordo raggiunto all’interno del M5S è un’ottima notizia. È importante e positivo per tutti che la principale forza parlamentare abbia una guida politica chiara e univoca. È ora possibile riprendere la marcia per costruire, con Conte, uno schieramento in grado di battere la destra alle prossime elezioni politiche”, afferma la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris.

“Non si tratta però solo di presentare una vera coalizione politica alle prossime elezioni. Già da subito è necessario che le forze che avevano sostenuto sino all’ultimo il governo Conte bis si compattino e si coordino in modo da incidere a fondo sugli orientamenti del governo. Ora che la crisi del Movimento sembra essersi conclusa e con Conte leader del M5S è possibile ed è necessario farlo”, conclude la presidente De Petris.

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LAVORO – DE PETRIS (LeU): “OGNI GIORNO NUOVI LICENZIAMENTI. DISATTESI GLI IMPEGNI TRA GOVERNO E PARTI SOCIALI”

“Da quando sono stati sbloccati i licenziamenti non passa giorno senza che arrivi notizia di centinaia di persone messe alla porta, spesso con una semplice e-mail. L’impegno concordato dal governo e dalle parti sociali a usare ogni altro strumento disponibile evitando i licenziamenti è già completamente disatteso”, afferma la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris.

“Questa situazione è gravissima e inaccettabile. L’impegno a istituire una cabina di regia a palazzo Chigi, per monitorare la situazione e intervenire per evitare l’ondata di licenziamenti deve concretizzarsi immediatamente. Non si capisce bene altrimenti a cosa possa servire una strumento di controllo che interviene solo a cose fatte, dopo i licenziamenti e a crisi sociale già innescata”.

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LIBIA – DE PETRIS (LeU): “BASTA FINANZIAMENTI A CHI VIOLA CONTINUAMENTE I DIRITTI UMANI. NON È COSì CHE SI AIUTA LA STABILIZZAZIONE DEMOCRATICA”

“Non è possibile continuare a finanziare dei veri e propri delinquenti, perché di questo si tratta. Non possiamo continuare a dare soldi e mezzi alla Guardia costiera libica chiudendo gli occhi su quello che succede nei lager della Libia e sugli intrecci strettissimi tra Guardia costiera e trafficanti di vite umane”, afferma la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris nel corso della presentazione della lettera inviata dal Tavolo Asilo e Immigrazione al presidente del consiglio Draghi per chiedere di cancellare gli accordi con la Libia e fermare la strage nel Mediterraneo.

“Se vogliamo davvero aiutare l’affermazione della democrazia e della stabilità in Libia dobbiamo invertire la rotta: non sarà certo aiutando e finanziando chi viola continuamente i diritti umani che daremo un aiuto alla democrazia in quel Paese. Per questo mi auguro che siano moltissimi i parlamentari che firmeranno la Risoluzione che stiamo preparando in vista del dibattito sul rifinanziamento delle missioni italiane all’estero”.

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SANTA MARIA CAPUA VETERE – DE PETRIS (LeU): “EMERGONO PARTICOLARI SEMPRE PIU’ INQUIETANTI. NECESSARIA UNA COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA”

“Sulle inconcepibili violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere e sui tentativi di coprirle e nasconderle anche con veri e propri depistaggi emergono ogni giorno nuovi particolari, sempre più inquietanti. La magistratura sta facendo il proprio lavoro ma quando si pone un problema di tali dimensioni su un tema così fondamentale è la politica a essere chiamata direttamente in causa”, afferma la capogruppo di LeU Loredana De Petris.

“Nel pieno rispetto del lavoro e dell’autonomia della magistratura, il Parlamento deve chiarire cosa è successo non solo in quel carcere ma anche negli altri istituti penitenziari, indagando sul rispetto della legalità nell’universo carcerario, che non può essere considerato un universo a parte dove leggi e regole democratiche valgono meno che altrove. Per questo c’è un solo strumento davvero adeguato: una commissione parlamentare d’inchiesta che deve essere proposta e varata nel tempo più breve possibile”, conclude la presidente De Petris.

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DDL ZAN – DE PETRIS (LeU): “ORA BISOGNA USCIRE DAL LIMBO E CALENDARIZZARE SUBITO LA DISCUSSIONE IN AULA”

“Accusare chi sostiene il ddl Zan di rifiutare il confronto e il dialogo significa capovolgere la realtà. Per mesi i lavori della commissione sono stati paralizzati da un atteggiamento ostruzionistico che ha impedito di lavorare al testo ed eventualmente migliorarlo. Da questo limbo ora bisogna uscire e il solo modo per farlo è calendarizzare subito la discussione in aula per il 13 luglio. Rinviare e restare nella palude non ha alcun senso”, dichiara la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris.

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CACCIA – LA MURA (SI): “UN REFERENDUM PER ABOLIRLA”

“Dal ieri e fino al 20 settembre si raccoglieranno le firme per indire un referendum per l’abolizione della caccia. Sarà possibile firmare presso gli uffici elettorali dei Comuni e ai banchetti nelle piazze. L’obiettivo sarà quello di eliminare dalla legge 157 del 1992 tutte le parti relative alle attività venatorie. Secondo stime delle LAV ogni anno possono essere uccisi legalmente circa 400 milioni di animali. Inoltre, per soddisfare le esigenze di ogni stagione di caccia, vengono acquistati e immessi in natura al solo scopo di essere uccisi per divertimento milioni di animali con effetti controproducenti per gli ecosistemi locali. Ritengo sia una barbarie continuare a permettere un’attività che ruota attorno al commercio delle armi. Alcuni la definiscono sport, ma nello sport si crea una competizione alla pari con l’avversario, mentre nella caccia c’è sopraffazione da parte del cacciatore che si pone in un ruolo di superiorità rispetto ad altri esseri viventi. Nel decreto Semplificazione di agosto 2020, in commissione al Senato, alle 5 di mattina durante le votazioni riuscimmo a bloccare ben 23 emendamenti sulla caccia “nascosti” tra migliaia di altri emendamenti. Azioni di lobbying inammissibili. È ora di dire basta a un’attività violenta come quella della caccia. Invito tutti a firmare nei prossimi tre mesi per porre finalmente fine a questo scempio”.

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SANTA MARIA CAPUA VETERE – DE PETRIS (LeU): “VIOLENZE INDEGNE DI UN PAESE DEMOCRATICO. FARE PIENA LUCE SULLE COPERTURE, I DEPISTAGGI ED EVENTUALI VIOLENZE IN ALTRI ISTITUTI”

“Ciò che si è verificato nel carcere di Santa Maria Capua Vetere è di una gravità inaudita, indegno di un Paese democratico. Ora è fondamentale fare piena chiarezza non solo sulle responsabilità dirette ma anche sulle eventuali coperture e sui possibili depistaggi. Altrettanto urgente è chiarire se quello di Santa Maria Capua Vetere è stato un episodio isolato o se si ci sono state violenze e umiliazioni ai danni dei detenuti anche in altri istituti di pena”, afferma la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris.

“Bisogna però intervenire anche in modo strategico e lungimirante per fare in modo che episodi del genere non si possano più ripetere. È inaccettabile che le carceri siano una specie di Paese a parte dove non ci si preoccupa troppo di far rispettare la legalità. È necessario un cambio complessivo di paradigma”.

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VIOLENZA CARCERE – INTERROGAZIONE URGENTE RUOTOLO, DE PETRIS, ERRANI: “SUBITO MISURE PER RENDERE IDENTIFICABILE IL PERSONALE DELLE FORZE DELL’ORDINE”

“Perché da quando, un anno fa, il garante dei detenuti della Campania denunciò le violenze e i pestaggi perpetrati il 6 aprile 2020 ai danni dei detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere, gli agenti della polizia penitenziaria che parteciparono alla perquisizione e alle violenze sono rimasti a prestare servizio nello stesso istituto carcerario? E perché, ancora oggi, gli agenti sotto indagine, prestano ancora servizio e non sono ancora stati spostati da Santa Maria Capua Vetere? Lo chiedono in una interrogazione i senatori Sandro Ruotolo, Loredana De Petris e Vasco Errani di Leu-Ecosolidali al Presidente del Consiglio, alla Ministra della Giustizia e alla Ministra degli Interni. “I video diffusi dai media documentano una perquisizione “straordinaria” e generalizzata che avrebbe riguardato 292 detenuti ristretti nel reparto Nilo, nel corso della quale operarono 283 agenti della polizia penitenziaria, dei quali 144 sarebbero stati inviati sul posto dal “Gruppo di supporto agli interventi” istituito alle dipendenze del Provveditore Regionale per la Campania, con il compito di coadiuvare i colleghi nel sedare la protesta dei detenuti, peraltro già rientrata nella tarda serata del giorno prima attraverso la mediazione di altro personale carcerario. In tale circostanza gli agenti avrebbero pestato per quattro ore i detenuti, arrivando a commettere vere e proprie torture e non fermandosi neppure di fronte alla presenza di un detenuto disabile e obbligato alla sedia a rotelle. L’inchiesta ha condotto ad un’ordinanza cautelare in cui quanto accaduto viene definito dal Giudice per le indagini preliminari come “un’orribile mattanza”. Fra tutti quelli complessivamente coinvolti, al momento risulterebbero essere stati individuati ed indagati solo 117 agenti: dei quali 52 assoggettati a varie misure cautelari. Con la presidente del gruppo Misto e capogruppo di Leu-Ecosolidali al Senato Loredana De Petris e il senatore Errani chiediamo di sapere inoltre se il Presidente del Consiglio e i Ministri, non ritengano opportuno introdurre idonee misure atte a rendere identificabile il personale delle forze dell’ordine coinvolto in una determinata operazione. E in particolare se la Ministra della Giustizia, non ritenga opportuno verificare quali e quanti agenti penitenziari siano stati inviati il giorno il 6 aprile dell’anno scorso presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere; quali siano i compiti attribuiti al “Gruppo di supporto agli interventi” istituito alle dipendenze del Provveditore Regionale; quale fosse la natura dell’incarico ricevuto; se siano da ravvisarsi nel caso specifico, responsabilità degli organi preposti alla tutela e alla sicurezza dei detenuti”.

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