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RECOVERY FUND – DE PETRIS (LeU): “LA LOTTA CONTRO IL DISASTRO AMBIENTALE E IL RILANCIO DEL PAESE SONO FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA. L’OPPOSIZIONE SMETTA DI FARE UN’INTOLLERABILE PROPAGANDA”

Già da prima che esplodesse la crisi Covid sia la Ue che questa maggioranza e il governo italiano avevano deciso di fare del Green New Deal e della lotta contro i cambiamenti climatici l’asse portante della propria azione. La necessità di rilanciare l’economia di tutti i Paesi dell’Unione, messa in ginocchio dalla crisi derivata dalla pandemia, si intreccia con questa scelta strategica. Sono due facce della stessa medaglia. Il Recovery Plan italiano deve assumere questa orizzonte e impostare una strategia omogenea e coerente in questa direzione”, dichiara la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto.

Credo che sia fondamentale chiarire un equivoco. Rilanciare il Paese con il Recovery Plan non vuol dire tornare a prima della pandemia. Vuol dire, al contrario, non tornare a quella situazione e cogliere l’occasione per fare quel che sarebbe comunque stato necessario fare: modificare radicalmente il modello di sviluppo, imboccare con grande determinazione la strada della transizione verde. Non c’è altra via per affrontare non solo il disastro ambientale ma anche i nodi che strangolano il nostro Paese, a partire dalle diseguaglianze sociali e dall’occupazione giovanile. Questa è la sfida che ci aspetta e che dobbiamo affrontare. L’opposizione dovrebbe avvertire la responsabilità imposta dal momento storico e smettere di fare un’intollerabile propaganda denunciando inesistenti attentati alla libertà. Dovrebbe invece decidersi a collaborare per rilanciare la nostra economia e fare dell’Italia un Paese diverso dal passato”, conclude la senatrice di LeU.

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UE – DE PETRIS (LeU): “OCCASIONE STORICA PER CAMBIARE L’ITALIA E L’EUROPA”

Siamo di fronte a un’occasione storica di cambiare sia l’Italia che l’Europa. A Bruxelles si è aperta quella possibilità di indirizzare l’Unione verso il modello di Europa integrata e solidale che LeU ha sempre perseguito, senza mai risparmiare critiche all’Europa del rigorismo e degli egoismi nazionali ma anche senza mai sbandare verso posizioni antieuropee”, dichiara la senatrice di LeU Loredana De Petris nel corso del dibattito al Senato sull’informativa del presidente Conte.

In Italia abbiamo ora i mezzi per fronteggiare la crisi ma non con l’obiettivo di tornare alla normalità di prima del Covid, perché quella normalità non è una soluzione ma una parte del problema. Dobbiamo invece imboccare con decisione la strada della riconversione ecologica e della trasformazione del modello di sviluppo, sapendo che è su quel fronte che si gioca oggi la sfida della modernità”, conclude la presidente De Petris.

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RECOVERY FUND – RUOTOLO (GRUPPO MISTO): “L’ITALIA A TESTA ALTA. ORA RICOSTRUIAMO IL FUTURO DEL NOSTRO PAESE”

“L’Italia esce a testa alta dai negoziati europei sul Recovery Fund, al vertice Ue. E ora pensiamo al futuro del nostro Paese: più ecologia, meno disuguaglianze, più diritti. La strada per il nuovo modello di sviluppo ha bisogno del campo largo del Centrosinistra”. Così il senatore del Gruppo misto Sandro Ruotolo.

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UE – DE PETRIS (LeU): “UN RISULTATO DI ENORME IMPORTANZA RAGGIUNTO ANCHE GRAZIE ALLA FERMEZZA ITALIANA. LA SFIDA PER CAMBIARE L’ITALIA E L’EUROPA COMINCIA ORA”

A Bruxelles è stato raggiunto un risultato storico, che può cambiare il futuro non solo dell’Italia ma dell’intera Unione europea. E’ giusto riconoscere che al raggiungimento di questo esito, che non era affatto scontato, hanno contribuito in modo significativo la fermezza e la capacità di intrecciare rapporti con gli altri Paesi dell’Italia. Le resistenze di alcuni Paesi interessati soprattutto a portare a casa ulteriori sconti non incrinano un quadro complessivo che permette di puntare a una nuova Unione europea, non più egoista e rigorista ma molto più solidale e integrata”, afferma la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto.

Per il nostro Paese la vera sfida comincia solo ora. Abbiamo la possibilità e i mezzi per indirizzarlo su un modello di sviluppo diverso, non fondato sulla distruzione dell’ambiente, più giusto, più moderno e anche più competitivo. Sta a noi cogliere questa occasione storica, per l’Italia e per l’Europa. Voglio infine segnalare che si vede ora quanto sia stato lungimirante, l’estate scorsa, decidere di dar vita a questa maggioranza per impedire che il Paese cadesse nella mani di una destra sovranista e antieuropea. Credo sia chiaro a tutti che con un’altra maggioranza e con un governo ostile all’Europa, invece che deciso come noi a cambiarla, oggi non saremmo in grado di fronteggiare la crisi più grave della nostra storia recente”.

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UE – DE PETRIS (LeU): “SPERIAMO CHE OGGI CI SIA L’ACCORDO, MA IL POTERE DI VETO A CIASCUN PAESE NON E’ ACCETTABILE”

“Ci auguriamo che oggi a Bruxelles si raggiunga finalmente l’accordo che permetterà non alla sola Italia ma all’intera Unione di fronteggiare la gravissima crisi innescata dall’emergenza sanitaria e di salvare il mercato comune. Bisogna fare il possibile per raggiungere l’intesa, nonostante i ricatti, e forse persino il sabotaggio, di Paesi che non vogliono che l’Unione cambi e faccia un enorme passo avanti sulla strada di una vera unificazione”, dichiara la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto.

“Ci sono però dei paletti che non possono essere varcati e il presidente Conte ha fatto benissimo a chiarirlo. Il super freno d’emergenza, nella versione che conferisce a ogni Paese dell’Unione un diritto di veto, significherebbe vanificare l’intero progetto del New Generation Eu. Non ci sono state possibilità di veto quando l’Unione, nel momento più scuro della sua storia, si è mossa nel modo peggiore e più controproducente con la Grecia, innescando una crisi di credibilità che ancora oggi dobbiamo superare definitivamente. Assegnare a ogni Paese il potere di veto servirebbe solo a impedire che l’Europa volti finalmente pagina”, conclude la presidente De Petris

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RECOVERY FUND – DE PETRIS (LeU): “E’ ASSURDO E INACCETTABILE CHE IL VETO DI UN SOLO PAESE PARALIZZI L’INTERA UNIONE. L’ACCORDO VA CONCLUSO CON O SENZA OLANDA”

E’ assurdo e inaccettabile che un solo Paese, che oltretutto gode di privilegi ingiustificati e inspiegabili, paralizzi l’intera Europa e metta l’Unione a rischio. Non è neppure immaginabile che un solo Paese, col suo veto, freni e impedisca la risposta dell’Europa a una crisi simmetrica, improvvisa e devastante, con conseguenze incalcolabili. L’accordo sul Recovery Fund, accettato dalla stragrande maggioranza dei Paesi dell’Unione e necessario per tutti, deve essere chiuso ora, senza rinvii, con o senza il permesso dell’Olanda”, afferma la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto.

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UE – ERRANI (ARTICOLO UNO): “IL VERTICE DEL CONSIGLIO EUROPEO E’ UN PASSAGGIO DI STRAORDINARIA IMPORTANZA PER IL FUTURO DELL’UNIONE”

“Il vertice del Consiglio europeo dei prossimi giorni è un passaggio di straordinaria importanza per il futuro dell’Unione. L’Europa è cambiata e sta cambiando. La crisi innescata dalla pandemia ha messo in evidenza alcuni nodi che devono ora essere affrontati e risolti. Il valore della solidarietà, che non è solo un elemento importante ma è uno dei punti fondativi sui quali si basa l’Unione deve essere riconosciuto come tale, così come l’insostenibilità delle politiche di austerità, che sin troppi danni hanno fatto in passato. Credo che questa crisi abbia anche dimostrato che la linea sovranista, per nostra fortuna, semplicemente non esiste”, dichiara il senatore di Articolo Uno Vasco Errani nel corso del dibattito sulle comunicazioni del presidente del Consiglio al Senato.

“Anche prima di questa crisi il nostro Paese, così come anche l’Europa e il mondo, si trovava di fronte a tre emergenze: quella climatica, quella tecnologica e quella sociale. Ora è il momento di affrontarle, passando dagli interventi emergenziali a un vero Piano capace di rilanciare il Paese affrontando quei tre nodi, la cui risoluzione è stata resa ancora più urgente dalla crisi. Per questo è certamente necessario semplificare e sburocratizzare. Ma sapendo che se non riusciremo a restituire forza e competenza alla Pubblica amministrazione non andremo lontano: non si può certo immaginare di andare in deroga per un decennio. È inoltre fondamentale varare subito un Piano strategico per la Sanità. A questo fine dovremo verificare quali strumenti siano più vantaggiosi per l’interesse del Paese senza che nessuno ci possa dire quali debbano essere adottati ma anche senza pregiudizi di sorta”, conclude il senatore di Art. Uno.


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UE – DE BONIS (GRUPPO MISTO): “EVITARE IL TAGLIO DEI FONDI STRUTTURALI EUROPEI, CONTE GARANTISCA ADEGUATI INVESTIMENTI AL SUD”

“Per scongiurare che venga attuata da parte della Commissione europea una “rettifica finanziaria”, che equivarrebbe ad un taglio dei fondi europei strutturali, il Presidente del Consiglio deve attivarsi urgentemente varando misure volte a garantire un adeguato livello d’investimenti al Sud, così come da impegni presi con Bruxelles”.

Lo dichiara il senatore del Gruppo Misto Saverio De Bonis, che ha presentato in merito un’interrogazione al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. 

“A causa dell’emergenza Covid-19 , sono in arrivo, come ha riferito lo stesso Presidente Conte in Senato, cospicue somme di denaro, fondi che non devono essere distribuiti a pioggia a ogni categoria, ma devono servire per le riforme strutturali di natura economica: in primis far uscire il Sud dal ritardo di sviluppo. Questo è quello che l’Europa si attende. Ora si può e si deve fare al Sud l’Alta velocità ferroviaria, si possono collegare fra loro le città del Sud, si può ricucire il Sud al Nord lungo l’Adriatico, si può dare al Sud la banda larga su internet, si può convertire dal carbone l’Ilva di Taranto e così via, perché se tutto questo non si farà, non un euro arriverà all’Italia del recovery fund, riconosciuto come misura necessaria e a cui lavorare con urgenza per superare una crisi straordinaria. Occorre puntare su Napoli, Bari e Palermo oltre che su Milano, Treviso, Bologna, perché soltanto non lasciando il Sud vuoto e impoverito l’Italia potrà raggiungere e godere di un’economia reale florida. Serve, insomma una grande riqualificazione attraverso una visione di un’Italia unica e non scollegata tra il Nord ed il Sud. Un’idea di futuro italiano che, anche per l’Europa, si può, anzi si deve fare, avendo a disposizione anche dei fondi, oltre a quelli della proposta della Commissione europea su next generation EU e sul QFP 2021-2027, che altrimenti si perderebbero”.

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UE – DE PETRIS (LEU): “E’ UN GRAVE ERRORE PENSARE DI TORNARE AL PRIMA, SI DEVE ACCELERARE LA RICONVERSIONE ECOLOGICA”

“Dalla Ue, anche grazie all’iniziativa italiana, stanno arrivando segnali forti e positivi sulla possibilità di dar vita a una vera Europa della solidarietà capace di superare gli errori del passato. Ma l’occasione enorme che la crisi rappresenta per l’Europa va molto oltre. Possiamo oggi accelerare drasticamente la riconversione ecologica e far sì che l’Europa sia la prima area del mondo a raggiungere la neutralità climatica, conquistando così una leadership che sarebbe anche economica e politica”, afferma la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto ai margini del dibattito a palazzo Madama sull’informativa del presidente del Consiglio.

“La stessa cosa è vera anche per l’Italia. Chi pensa che si possa uscire dalla crisi semplicemente tornando al prima, senza modificare profondamente questo modello di sviluppo, commette un errore enorme ed è incredibile che alcuni esponenti dell’impresa mirino a questo. Magari con un sostegno economico pubblico ma per il resto senza cambiare niente. E’ di questo, di cosa debba essere il Recovery Plan in Italia e in Europa, che bisogna discutere ed è di questo che si discute in tutta Europa. Da noi invece si parla solo di Mes, cioè di uno strumento che già c’è, invece che di quelli che bisogna mettere in campo e di come usarli. E’ un dibattito sterile e inutile. Il Mes c’è. Se sarà necessario adoperarlo lo decideremo quando il quadro complessivo sarà stato definito”, conclude la senatrice di LeU.

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UE – DE PETRIS (LeU): “LA CAMPAGNA DELL’AUSTRIA SU RECOVERY FUND VA RESPINTA SENZA MEDIAZIONI”

“Come ha segnalato lo stesso Parlamento europeo la proposta franco-tedesca sul Recovery Fund è un passo importante ma un fondo di 500 mld è del tutto insufficiente. Per affrontare la crisi ci vuole molto di più”, afferma la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto.

“Spero che la Commissione dimostri forza e consapevolezza sufficienti per respingere senza mediazioni la campagna di Olanda, Austria, Danimarca e Svezia per trasformare i sussidi in prestiti. Caricare ulteriormente un debito pubblico già pesante come quello italiano sarebbe il contrario esatto di quel che è necessario per rilanciare non solo l’economia europea ma lo stesso progetto di Unione europea. Sono infine inquietanti i continui accenni del vicepresidente della Commissione Dombrovskis all’obbligo di accompagnare l’erogazione del Recovery Fund con ‘riforme di struttura’. Se Dombrovskis intende dire che gli interventi dovranno seguire gli indirizzi dell’Unione sulla green economy e sulla digitalizzazione non c’è nulla da obiettare ed è anzi giustissimo stabilirlo. Ma se invece intendesse tornare alla pratica sciagurata dei memorandum vorrebbe dire che l’Unione non ha capito la lezione impartita dagli errori del 2011 e si avvia a compierne di nuovi e più fatali”.

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