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SANITÀ – DE CRISTOFARO (AVS): “GIUSTO L’APPELLO DEGLI SCIENZIATI. LA SANITÀ PUBBLICA È UN BENE DA SALVARE”

“L’appello di 14 scienziati per salvare il Servizio Sanitario Pubblico non può restare inascoltato. La ormai cronica carenza di personale medico e infermieristico, le lunghissime liste di attesa e i Pronto soccorso al collasso, sono la cartina di tornasole di un sistema che non riesce più a garantire il diritto alla salute in maniera universale creando enormi disagi ai cittadini costretti a rinviare o a ricorrere al privato e alle assicurazioni. Un ricorso al privato solo per chi ha i soldi per permetterselo. Una sanità per ricchi, quella privata, e per i poveri, quella pubblica. Una cosa inaccettabile.”

Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di Palazzo Madama.

“Negli anni abbiamo assistito, a parte la parentesi della lotta al Covid, ad un depauperamento preoccupante. Basti pensare che il governo Meloni nel 2025 destinerà alla sanità pubblica solo il 6,2% del Pil, meno di quanto stanziavamo 20 anni fa, che era il 6,5%. Il Servizio Sanitario Pubblico è un bene prezioso, non dovremmo mai dimenticarlo. Oggi la spesa sanitaria non è in grado di assicurare il rispetto dei livelli essenziali su tutto il territorio nazionale e lo scellerato progetto di Autonomia differenziata rischia di aumentare e ampliare il divario tra nord e sud. Occorre invece investire in sanità per superare le marcate disuguaglianze territoriali. Il servizio sanitario nazionale è un patrimonio di questo Paese che va preservato. La Meloni, invece di continuare a fare propaganda, adegui il finanziamento al Servizio Sanitario Nazionale agli standard europei pari all’8% del Pil. Con maggiori risorse potremo intervenire sia sull’edilizia sanitaria che sul personale medico ma, soprattutto garantire a tutti i cittadini un servizio universale.”

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SANTANCHÈ – DE CRISTOFARO (AVS): “NON PUO’ PIU’ FARE LA MINISTRA. SI ALLUNGA LA LISTA DI ESPONENTI DI FDI NEI GUAI CON LA GIUSTIZIA”

“Più passano le ore e più si addensano nubi su Daniela Santanchè. Giorni fa la notizia dell’accusa di truffa aggravata ai danni dell’Inps per una presunta gestione irregolare dei fondi messi a disposizione dallo Stato per la cassa integrazione durante il Covid. Ieri l’indagine della Guardia di Finanza sulla compravendita della villa del sociologo Alberoni fatta da Laura De Cicco, moglie di Ignazio La Russa, e Dimitri Kunz, compagno della Santanché. La villa, acquistata per 2,45 milioni, esattamente 58 minuti dopo viene rivenduta a 3,45 milioni all’imprenditore Rapisarda, realizzando una plusvalenza da un milione di euro. La magistratura si interroga e delega la Guardia Finanza che indaga per riciclaggio. Gli inquirenti si chiedono da dove arrivino i soldi della seconda compravendita e se quella plusvalenza di un milione sia stata utilizzata nel risanamento di Visibilia. Alleanza Verdi e Sinistra lo dice da mesi che le accuse mosse contro la Santanché erano incompatibili con il ruolo di ministra, perfino in un governo come quello Meloni. La Santanchè non può fare la ministra della Repubblica. Santanchè, Delmastro, Montaruli, Fidanza, Calovini, Foti, solo per fare alcuni nomi, si allunga la lista degli esponenti di Fratelli d’Italia nei guai con la giustizia italiana. E dalle parti di Chigi tutto tace.”

Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di Palazzo Madama.

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PSICHIATRIA – MAGNI (AVS): “A CENTO ANNI DALLA NASCITA, UN DDL PER RIPARTIRE DAI PRINCIPI DELLA LEGGE BASAGLIA”

“A 100 anni dalla nascita di Franco Basaglia, padre della legge 180 del 1978, ricordiamo la portata innovativa della sua riforma per la storia della legislazione sociale in Italia. Oggi che i bisogni di cura della popolazione e le richieste avanzate dai cittadini sono radicalmente mutate, Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato un disegno di legge per rafforzare i principi espressi da Basaglia nella legge che prende il suo nome e riconsiderarli come presupposto sui quali fondare l’innovazione e l’aggiornamento legislativo. 18 articoli per una salute mentale di comunità, ponendo sempre al centro il paziente, per poter dare una risposta rapida, appropriata ed efficace alla complessità dei problemi connessi ai disagi psichici. Una concreta attuazione, su tutto il territorio nazionale, di misure adeguate a garantire a tutte le persone con sintomi di disagio l’effettivo accesso ad un’assistenza sanitaria e socio-sanitaria che tenga conto delle loro specifiche esigenze.”

Lo ha affermato il senatore di Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni, primo firmatario del disegno di legge ‘Disposizioni in materia di tutela della sanità mentale’.

“Gli ultimi anni hanno evidenziato una crescita esponenziale delle persone entrate per la prima volta in contatto con i Dipartimenti di salute mentale. I sintomi del disagio hanno colpito tutte le fasce della popolazione, ma in maniera prevalente donne e giovani, con un aumento del 30 per cento di problematiche emotivo-affettive tra gli adolescenti. Dopo il difficile periodo del Covid, sono state gravi le conseguenze sui minori come l’autolesionismo, gli intenti suicidi, la depressione e una crescita del 70 per cento di disturbi del comportamento alimentare. Sempre più critica è diventata anche la situazione nelle nostre carceri, dove si sta registrando il più alto tasso di suicidi degli ultimi dieci anni. Alla luce di queste problematiche e di quelle connesse ad una non omogenea applicazione della normativa nazionale, incompleta e disuguale tra le diverse regioni, il nostro disegno di legge prevede un sistema di protezione, cura e prevenzione reticolare su base territoriale, nel solco del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali delle persone con disturbo mentale.”

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INCIDENTI SUL LAVORO – MAGNI (AVS): “BISOGNA SALVARE LE PERSONE NON PIANGERLE”

“Quanto successo a Firenze ci interroga tutti, non basta esprimere cordoglio, vicinanza e solidarietà alle famiglie delle vittime. Dobbiamo prendere tutti atto che siamo di fronte ad una vera e propria strage quotidiana. Una strage che tocca tutti i settori, comparti, dimensione di azienda, realtà private o contesti pubblici. Nessuno può dirsi esente da un rischio troppo spesso ricorrente. La commissione di indagine del Senato non ha il compito di interferire sul lavoro della magistratura ordinaria, ma capire perché succedono continuamente queste stragi, e come poter intervenire. Noi dobbiamo costruire una cultura della sicurezza. Bisogna salvare le persone, non piangerle.”

Lo afferma in Aula a Palazzo Madama il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni, presidente della  Commissione di indagine sulle condizioni di lavoro, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

“Continuare ad insistere solo ed esclusivamente sul fronte delle politiche legislative, delle norme non è efficace. La cosa principale da affrontare è come far funzionare e applicare ciò che c’è, prosegue Magni. Va affrontata la questione dell’utilizzo di contratti diversi da quello degli edili per non applicare le norme previste. Se il lavoro è in edilizia le norme sono quelle, punto. Se una ditta appalta e subappalta, deve sapere che deve essere responsabile di tutta la filiera. Noi continuiamo a piangere i morti senza intervenire sui fatti concreti. Occorre costruire una governance: mettere insieme gli enti che lavorano sulla formazione e sulla sicurezza con le associazioni delle imprese e i sindacati. Un luogo dove questi soggetti si parlano, intervengono in modo coordinato. Un comitato per la sicurezza, come già fatto ai tempi del Covid, per rendere effettivo il controllo e la prevenzione. Mi auguro, come già fatto quando è stata approvata la mozione unitaria proposta dalla commissione che presiedo, che il Senato affronti al più presto questo tema per dare le risposte migliori a questa vera e propria piaga.”

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SANTANCHÈ – MAGNI (AVS): “L’AUTODIFESA DELLA MINISTRA NON CI HA CONVINTO. NON PUò RAPPRESENTARE IL PAESE, DEVE DIMETTERSI”

“L’autodifesa della Ministra Santanché non ci ha per niente convinto. Non c’è nulla di personale, ma riteniamo che non abbia chiarito nessuna delle vicende che la riguardano, anzi ha eluso le tre domande fondamentali: se è vero che i suoi dipendenti in cassa covid lavoravano; se molti dipendenti licenziati aspettano ancora il tfr e se sono stati pagati i fornitori delle sue società. Tre semplici domande a cui ha risposto in maniera vaga salvo, tra le righe, confermare che non pagava il Tfr ai dipendenti di Ki Group.”

Lo afferma in Aula al Senato il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni, nel corso dell’informativa della Ministra del turismo Santanché.

“Una ministra della Repubblica non può aggirare le regole per continuare ad arricchirsi alle spalle dei lavoratori. È inaccettabile approfittare della propria funzione, del ruolo istituzionale per risolvere problemi legati all’attività imprenditoriale che svolge. Quanto accaduto è incompatibile con la carica di Ministra che Lei riveste.  Perché la Ministra non rappresenta solo la sua parte politica, rappresenta tutto il Paese, e rappresenta anche me. La vicenda giudiziaria in cui è coinvolta la Ministra farà il suo corso, ma per noi c’è un tema di opportunità politica. Come Alleanza Verdi e Sinistra crediamo che non possa più continuare a rappresentare questo Paese e per questo chiediamo le dimissioni della Ministra Santanché.”

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