
“Il governo vorrebbe, ma non può liberarsi dall’abbraccio mortale di Donald Trump. Ieri hanno fatto una figuraccia gigantesca, anzi clamorosa, che dimostra come la maggioranza sia completamente allo sbando. Quanto avvenuto in Aula dimostra che sono arrivati alla fine della corsa. La maggioranza sa bene che raggiungere l’obiettivo del 5% del Pil per le spese militari è irrealizzabile con la crisi economica in atto. Dunque all’interno della maggioranza c’è questa discussione ma non possono andare fino in fondo. Il comma 8, che è stato cancellato, non nasceva sulla base di una discussione politica o comunque per la volontà di fare una precisa scelta, ma era un modo per il governo di riposizionarsi perché si rende conto che l’opinione pubblica è totalmente avversa.”
Così il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto, in una intervista a La Repubblica.
“I 15 milioni di no al referendum sono stati una sveglia molto potente e la destra è obbligata a qualche riposizionamento, prosegue il capogruppo rossoverde. Ironizzando ho chiesto se li avesse chiamati Donald Trump o il segretario di Stato americano Marco Rubio. Il fatto politico è evidente: il governo ha la necessità di smarcarsi dall’abbraccio mortale con l’amministrazione americana perché ha capito che questo abbraccio è perdente. Ma Giorgia Meloni non ha la statura politica per poter davvero allontanarsi da Trump e da qui nasce il pasticcio avvenuto in Senato. Il governo è tra due fuochi: da un lato i 15 milioni di voti del referendum che hanno fatto vincere il no e dall’altro l’alleanza strutturale che ha con il presidente degli Stati Uniti, Netanyahu e le destre del mondo.”

“La radicalizzazione di Vannacci sta portando tutta la destra, in particolare Salvini e la Lega, a rincorrerlo, creando un danno gigantesco al paese. Pur di non scoprire il fianco, pur di non lasciargli troppo spazio lo inseguono su quel terreno e radicalizzano le posizioni. La reazione ai fatti di Modena è esattamente questo tentativo. Le dichiarazioni da sciacallo che il ministro Salvini ha fatto, le cose allucinanti che dice vanno in questa direzione. Il problema è che la vittima di questo inseguimento sono gli italiani. Fanno propaganda sulla paura e non risolvono nemmeno uno dei problemi del paese e degli italiani, nel frattempo le scuole sprofondano, gli ospedali chiudono, le bollette aumentano ma loro parlano di migranti. La destra sa solo alimentare la guerra tra poveri, soffiare sul fuoco invece di fare il contrario, costruire un senso comune, lavorare sulle insicurezze, e naturalmente dare delle risposte sociali.”
Così il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto, ad Inside 24 su Rainews24.

“Non un passo indietro rispetto al testo approvato alla Camera. Il principio del consenso non è negoziabile e nessun compromesso al ribasso è accettabile. Per troppo tempo le donne hanno dovuto affrontare processi segnati da stereotipi, sospetti e colpevolizzazioni. Sono mesi che in commissione non si riesce a portare avanti una legge che le donne chiedono da troppo tempo. La responsabilità della politica, quando si tratta di un argomento così centrale nella vita delle donne, deve essere quello di approvare norme che mettano davvero al centro l’autodeterminazione e il pieno consenso.”
Lo afferma la senatrice dell’Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi.

“Il voto politico in Ungheria è stato molto importante, un vero e proprio referendum su Viktor Orbàn. Sul paese si erano concentrate le attenzioni sia della destra maga americana, che dei russi, e la campagna elettorale è stata senza esclusione di colpi. La sfida in campo era tra nazionalismo e integrazione europea. Con il voto di ieri l’Ungheria cambia passo e si lascia alle spalle l’era Orbàn. Le giovani generazioni sono stati i protagonisti della vittoria per un futuro migliore. A Budapest non ha perso solo Viktor Orbàn e il suo partito, è stata sconfitta l’internazionale nera, quella che odia e non sopporta la democrazia, quella che voleva togliere di mezzo l’Unione Europa. In Ungheria è stato sconfitto anche Donald Trump, che aveva mandato a Budapest il suo vicepresidente Vance per sostenere l’ex leader magiaro. Trump e Orbàn sono due facce della stessa medaglia, le facce dell’internazionale nera mondiale. Salvini e Meloni, soci dell’internazionale nera, escono sconfitti anche loro. Quella ungherese è una vittoria che lascia il segno, un segnale di incoraggiamento per le forze progressiste europee ed italiane per costruire un’alternativa ai governi delle destre.”
Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama.

“Oggi nel comitato ristretto della commissione Giustizia del Senato si è preso atto che la forzatura tentata dalla presidente Bongiorno di modificare il testo approvato all’unanimità dalla Camera non si può fare. La destra si è rimangiata la parola presa alla Camera e questo è grave. La mobilitazione delle donne ha impedito che sul contrasto alla violenza di genere la destra portasse le lancette indietro nel tempo. Il testo Bongiorno è irricevibile perché offende le donne. Non c’è nessuna possibilità di arrivare ad una sintesi condivisa. L’unica cosa che si può fare è tornare al testo Camera sul consenso libero e attuale.”
Lo afferma la senatrice dell’Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi.

“Il tour nel Golfo di Giorgia Meloni è la dimostrazione che il governo è alla canna del gas. L’assenza di una politica energetica è ormai sempre più evidente e costringe gli italiani a pagare il prezzo di una guerra che non vogliono. Il governo vara decreti su decreti che non servono a nulla, mentre il prezzo dei carburanti continua ad aumentare nonostante il taglio delle accise. Sono talmente impreparati e senza bussola che addirittura pensano di chiedere agli italiani l’austerity energetica, con tagli ai consumi, limitazioni ai condizionatori, smart working forzato e perfino targhe alterne, invece di accelerare sulle fonti rinnovabili per una produzione energetica green per proteggere famiglie e imprese. Senza una forte accelerazione sulle energie rinnovabili l’Italia sarà sempre più dipendente da gas e petrolio e le emergenze diventeranno sempre di più, visto il caos in cui si trova il mondo per colpa degli amici della Meloni, Trump e Netanyahu. L’improvvisazione del governo ha prodotto un Paese più fragile. Occorre investire sulla sicurezza energetica, non andare nel Golfo ad elemosinare più gas e più petrolio.”
Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama.

“Carburanti oltre i 2 euro al litro, un salasso per famiglie e imprese, e il governo Meloni non ha nessuna visione, né sociale né ambientale. Il DL per il taglio delle accise è l’ennesima misura a tempo, una toppa che rinvia il problema e scarica il costo sui cittadini. Ma il vero paradosso è la copertura usata dal ministro Giorgetti: 300 milioni per il taglio delle accise arrivano da fondi ETS sulla CO2 non ancora utilizzati. Risorse che dovrebbero andare alla transizione e alle rinnovabili e che invece vengono dirottate per sostenere i carburanti fossili, mentre si evita di toccare altri interessi. Queste sono le scelte politiche che fa la destra. Tra guerra e tensioni globali servirebbero interventi strutturali, invece col governo Meloni a pagare sono sempre gli stessi, quelli costretti a scegliere se fare il pieno alla macchina o la spesa per Pasqua.”
Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni

“Una maggioranza in crisi di nervi, e con il problema di cambiare alcune cose macroscopiche al Dl Sicurezza, tenta la prova di forza in commissione Affari Costituzionali. Di fronte alle richieste di modifica delle opposizioni la destra alza un muro. Il presidente Balboni accusa le opposizioni di ostruzionismo, che rivendico, ma in realtà il loro intento è solo comprimere il dibattito, mortificando il Parlamento, e approvare un testo propagandistico e inefficace. Avs non accetta scorciatoie su un provvedimento sbagliato che ha l’unico obiettivo di limitare il dissenso e la libertà di manifestare. I nostri emendamenti puntano a correggere le principali criticità del decreto sicurezza, rafforzare le garanzie costituzionali, difendere il diritto di manifestazione, altroché ostruzionismo. Il nostro è un modello di sicurezza diverso, un cambio di approccio che mette al centro i diritti e la giustizia sociale. Perché la sicurezza reale per i cittadini non si fa con gli slogan o con strumenti repressivi ma con politiche sociali e prevenzione.”
Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama.

“I dati Istat confermano che c’è una emergenza lavoro povero in Italia. Milioni di italiani pur lavorando sono a rischio povertà. Una situazione insostenibile di cui il governo Meloni non si è mai occupato. Questi dati confermano che va introdotto un salario minimo legale. E visto che il costo della vita è aumentato va portato a 11 euro l’ora. L’aumento dei salari è il tema del futuro. Bisogna ripristinare una politica dei redditi, che permetta il recupero del fiscal drag e dell’inflazione, e approvare una soglia minima oraria contro la precarietà, le disuguaglianze e la povertà. Il lavoro deve garantire un reddito adeguato a tutti, senno è schiavitù.”
Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni.