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EX ILVA – AURORA FLORIDIA (AVS): “LA RICONVERSIONE INDUSTRIALE SENZA I CRITERI AMBIENTALI È LA SOLITA RICETTA FALLIMENTARE”

“Pensare di rilanciare il complesso industriale dell’ex Ilva, continuando ad intervenire a senso unico, con le solite soluzioni ‘tampone’ e puntando unicamente sulla garanzia produttiva, al ‘costi quel che costi’, è una logica fallimentare. È chiaro che la strategia di politica industriale, adottata fino ad oggi, non ha funzionato. Ma si continua fare sempre gli stessi errori. Non basta la solita iniezione di capitali senza riconvertire il polo produttivo di Taranto, città tra le più inquinate d’Europa. In assenza di una vera riqualificazione della produzione di acciaio a rimetterci continueranno ad essere i lavoratori, l’ambiente, la salute, lo stesso stabilimento, l’indotto e l’intero comparto siderurgico. E dispiace constatare che si sia previsto in extremis un piano industriale, senza tener tuttavia conto della dimensione ambientale e della necessaria decarbonizzazione.”

Lo afferma in Aula la senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra Aurora Floridia.

“La necessità di coniugare la riconversione industriale del polo tarantino con criteri ambientali, nel rispetto della tutela della salute di lavoratori e cittadini è un obiettivo primario e non più rinviabile. Un concreto cambio di passo potrà esserci se si avrà il coraggio di ridisegnare una nuova politica industriale, che sia collegata e inserita nel Piano Nazionale Integrato per l’energia e il Clima (PNIEC), un piano che metta in relazione l’economia con la sostenibilità ambientale, l’obiettivo di mitigazione climatica e la coesione sociale. Serve un vero e proprio cambio di rotta, per sciogliere i nodi più urgenti e dolorosi. È ora che anche al Governo avvenga una ‘transizione culturale’, che dia rilevanza al binomio ambiente-economia. Il criterio ambientale rappresenta la vera marcia in più per lo sviluppo economico, in un’ottica di progresso e innovazione, utile e vantaggiosa per tutti, anche a livello occupazionale. L’inazione politica del Governo è fatale. È tempo di agire.”

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UE – FLORIDIA (AVS): “SULLE ENERGIE SCELTE MIOPI, SI DEVE PUBBLICARE IL CATALOGO DEI SUSSIDI POTENZIALMENTE DANNOSI”

“Le scelte del governo Meloni in ambito energetico sono miopi e preoccupanti e ricadranno sulle spalle delle future generazioni. La vera sovranità energetica non si ottiene investendo sulle fonti fossili e incrementando i vincoli per il nostro Paese, ma sul risparmio e l’efficienza energetica, mediante investimenti sulle fonti rinnovabili. Un esempio lo offre la Germania, che sta mirando a sbloccare gli investimenti privati nelle catene del valore dell’idrogeno, coprendo e riducendo il divario di costo tra idrogeno rinnovabile e combustibili fossili per i primi progetti.”

Lo ha detto la senatrice Aurora Floridia di Alleanza Verdi e Sinistra, intervenendo in Aula, sulle comunicazioni della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in vista del prossimo Consiglio europeo.

“Abbiamo il diritto di sapere come questo Governo intenda raggiungere il taglio del 55% delle emissioni di CO2 entro il 2030 visto il costante rafforzamento della nostra dipendenza da fonti fossili di questo fantomatico Piano Mattei. Non voler diminuire i sussidi nei confronti dei combustibili fossili, responsabili dell’aumento dei livelli di produzione dell’inquinamento è pura follia. Non possiamo permetterlo. Chiediamo che sia pubblicato subito il catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi (SAD) e di quelli favorevoli (SAF). Da circa un anno il Ministero dell’Ambiente lo tiene chiuso in un cassetto, nonostante la pubblicazione sia obbligatoria per legge. Il catalogo rappresenta la fotografia di come l’Italia abbia dirottato i fondi in materia ambientale e di come siano state promosse misure di green economy. Chiediamo al governo di venire a riferire costantemente in Parlamento sullo stato di avanzamento della stesura del Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec), visto che entro giugno il Piano andrà presentato alla Commissione europea affinché possa essere approvato dall’Ue e infine approvato entro la fine del 2023. Una questione non certo di poco conto, perché questo piano avrà ripercussioni sulla vita di tutti i cittadini.”

 

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