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MANOVRA – MAGNI (AVS): “MANOVRA SENZA VISIONE, NON AIUTA IL PAESE A USCIRE DALLA CRISI”

“Oggi stiamo prendendo in giro gli italiani, stiamo prendendo in giro il Parlamento. In poco meno di due ore la commissione Bilancio ha liquidato la questione manovra di bilancio. Stiamo modificando la Costituzione, e non solo sulla legge di bilancio. Occorre discutere perché c’è un problema di democrazia e di partecipazione, del rispetto di uno dei due rami del Parlamento. È avvilente quanto successo oggi, anche perché un governo politico come quello Meloni avrebbe dovuto avere il coraggio di affrontare la seconda lettura. Ormai si decide da una parte e poi gli altri devono obbedire.”

Lo afferma in Aula a Palazzo Madama il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni, componente della commissione Bilancio.

“Nel merito questa manovra non aiuta il Paese, non ha nessuna visione, nessuna idea di politica industriale. Una manovra dettata dall’Europa, tanto odiata prima delle elezioni. Una manovra di austerità e non prudente come dice Giorgetti. Una manovra che non affronta le enormi diseguaglianze, ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri, e guai a parlare di patrimoniale. Una manovra il cui impegno maggiore è il taglio del cuneo fiscale, misura iniziata con il governo Draghi. Una manovra che non guarda al futuro, ma anche una manovra che non risponde alle crisi in corso: da 21 mesi siamo con il segno meno nella produzione industriale. Migliaia, decine di migliaia di lavoratori, rischiano di perdere il lavoro mentre il governo fa propaganda sull’aumento dell’occupazione. Che c’è, ma non sono aumentate le ore lavorate e soprattutto non sono aumentati i salari, il che vuol dire che è aumentata l’occupazione povera. Gli italiani hanno una perdita del potere d’acquisto continuo mentre in Europa aumenta. È necessaria una correzione perché la crisi delle grandi imprese, l’aumento del lavoro povero e i bassi salari compromettono la crescita e la competitività internazionale del nostro Paese. La legge di bilancio, che è il principale provvedimento di un esecutivo, dovrebbe fare questo, invece il governo si dimostra del tutto incapace di gestire una fase economica delicata come quella che stiamo vivendo.”

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MANOVRA – MAGNI (AVS): “RESTA LA LEGGE FORNERO, E PER LE DONNE SARA’ PIù DIFFICILE ANDARE IN PENSIONE”

“Abolizione di quota 103 sostituita da una più penalizzante quota 104, flessibilità in uscita ridotta al lumicino con l’abolizione dell’Ape sociale e Opzione Donna sostituite da un fondo con criteri più stringenti. Sulle pensioni la manovra economica penalizza le uscite flessibili e le donne. Una vera e propria stretta, e soprattutto una inversione a U per la destra, soprattutto la Lega, che sullo slogan ‘cancellare la Fornero’ ha fatto per anni campagna elettorale. Non solo, rimane la legge ‘Fornero’ che non è più il male assoluto ma viene addirittura elogiata nella Nadef presentata da Giorgetti, sempre della Lega. Il governo poi con il bonus Maroni, che premia i lavoratori in uscita a rimanere al lavoro, punta ad evitare altre uscite anticipate con buona pace di Salvini. La destra al governo si rimangia l’ennesimo cavallo di battaglia utilizzato solo per racimolare qualche voto illudendo gli italiani. Con la Meloni al governo: lavoro e pensioni povere.”

Lo afferma il senatore dell’Alleanza verdi e Sinistra Tino Magni.

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MANOVRA – DE CRISTOFARO (AVS): “SOLO BONUS E NIENTE DI STRUTTURALE. IMPEDIRE ALLE CAMERE DI MIGLIORARE IL TESTO È UN COLPO ALLA DEMOCRAZIA”

“La prima vera manovra economica della Meloni è in deficit e senza prospettive per il futuro. Tanti piccoli interventi senza nessun respiro oltre il 2024. Solo bonus e niente di strutturale, ma soprattutto tanto fumo negli occhi per gli italiani. Meloni e Giorgetti presentano una manovra che non contiene niente per la crescita economica del Paese, che si dimentica di aumentare i salari e di combattere l’inflazione, vero flagello per le famiglie. L’idea poi che la manovra venga approvata dalle Camere senza emendamenti, significa impedire al Parlamento di migliorare il testo presentato. Un vero e proprio colpo alla democrazia.”

Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di Palazzo Madama.

“Una manovra che andrebbe cambiata dall’inizio alla fine andando a colpire le tante rendite accumulate con una seria azione di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale e introducendo una tassazione progressiva sugli extra profitti delle imprese, dal settore energetico a quello farmaceutico. Per non parlare poi di una riforma delle accise e degli oneri di sistema sui beni energetici e carburanti. Cioè andando a prendere i soldi dove ci sono, invece di aumentare il debito sulle nuove generazioni.”

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