
“Da tempo diciamo che la proposta di Autonomia differenziata proposta da Calderoli, che in molti hanno soprannominato ‘Spacca Italia’, accentua in maniera drammatica le differenze economiche tra nord e sud. Ora lo certifica anche il Servizio del Bilancio del Senato che, dopo un approfondito studio lancia un fortissimo allarme sul trasferimento di un numero di funzioni svolte dallo Stato con il rischio di erogare prestazioni differenziate. E ovviamente le più penalizzate sarebbero le regioni del mezzogiorno. La proposta Calderoli è un progetto miope dal quale il Paese non trarrà alcun beneficio, ma che anzi acuirà le differenze territoriali fra sud e nord, fra città e aree interne. Un sovranismo regionale che porterà nell’immediato a qualche apparente vantaggio per quelle più ricche del nord, ma a discapito delle regioni del Sud. L’Italia ha bisogno di nuovi strumenti di coesione, non della secessione dei ricchi.”
Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto del Senato.
CONFERENZA STAMPA
Presentazione del libro
“L’adolescenza e il disagio.
Prospettive pedagogiche nell’epoca dell’incertezza”
Mercoledì 17 Maggio 2023
Ore 13
Sala Caduti di Nassirya
Senato della Repubblica
Piazza Madama
L’adolescenza rappresenta per tante ragazze e tanti ragazzi una “crisi tempestosa”, un momento complicato di disagio psicologico, amplificato da questi anni di pandemia, da affrontare e gestire anche dai genitori e dalla comunità scolastica. Questo testo mette in luce i dati emersi da una ricerca svolta in due scuole di Roma su malessere e disadattamento scolastico, nel tentativo di offrire un quadro informativo che permetta di prendere decisioni politiche.
Intervengono: il sen. Peppe De Cristofaro, Capogruppo di Avs e Presidente del gruppo Misto-Senato della Repubblica, la sen. Simona Malpezzi del PD e Presidente Intergruppo parlamentare “Professioni educative”, Massimiliano Fiorucci, Magnifico Rettore Università degli Studi di Roma Tre, la sen. Barbara Floridia del M5S, presidente della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e vigilanza dei servizi radiotelevisivi e Giorgio Crescenza, Autore del testo.

“Indagato per aver tolto i fiori dalla lapide di Mussolini. È successo a Cecco Bellosi, scrittore e da oltre trent’anni direttore della comunità per il recupero di tossicodipendenti ‘Il Gabbiano’, accusato di danneggiamento aggravato della lapide a Giulino di Mezzegra, località in cui il Duce venne fucilato a morte. Cosa che nega mentre rivendica: ‘ho solo tolto i fiori che erano stati messi su quella lapide da una squadra di fascisti per commemorare la morte di Mussolini’. In Italia ogni giorno si permettono raduni di organizzazioni fasciste e nei giorni scorsi, come accade ormai da diversi anni, si è svolta una commemorazione di Benito Mussolini, Claretta Petacci e dei gerarchi fucilati sul lungolago nella località sul lago di Como. Quelle sì da impedire e non autorizzare come richiesto da una mia interrogazione. E noi come ogni anno andiamo a Dongo insieme all’Anpi per ribadire il carattere antifascista dell’Italia repubblicana. Invece di perseguire chi ancora si richiama al fascismo indagano gli antifascisti, gli perquisiscono casa e gli sequestrano il telefonino. Una cosa incredibile sulla quale presenterò un’interrogazione insieme alla collega Ilaria Cucchi.”
Lo afferma il senatore Tino Magni dell’Alleanza Verdi e Sinistra.

“Oggi siamo in piazza a Milano al fianco di CGIL, CISL e UIL per protestare contro le politiche del governo Meloni ma soprattutto per un’Italia diversa dove i diritti e il lavoro tornino al centro. Le proposte del governo aumentano la precarietà, uno dei mali delle società moderne, non affrontano minimamente il problema salariale, niente sulle donne. Nessun posto di lavoro in più mentre un bonus di soli sei mesi viene spacciato per il taglio delle tasse più grande degli ultimi decenni. Cifre ancora inadeguate a contrastare la perdita del potere d’acquisto dei salari e dei consumi. In Parlamento ci batteremo per l’aumento delle risorse per i contratti pubblici o il sostegno a quelli privati, per un fisco giusto e progressivo, per una legge sul salario minimo e per misure per far uscire i giovani dalla precarietà dando loro un futuro certo, stabile. Presenteremo anche emendamenti per cancellare la norma che regala alle imprese lo sconto sulle sanzioni per chi non versa i contributi previdenziali sotto i 10.000 euro. Dopo Bologna e oggi a Milano saremo a Napoli con le organizzazioni sindacali per costruire un fronte ampio contro le politiche della Meloni.”
Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni a margine della manifestazione indetta da CGIL, CISL e UIL a Milano.

“Anche un tema importantissimo come quello delle politiche per la natalità viene usato dalla destra come tema identitario o di propaganda. Non c’è giorno che qualcuno della destra non parli del problema della denatalità e di quanto il governo abbia fatto per le famiglie. Ma la realtà è ben diversa: la Meloni parla bene ma razzola male. Solo per fare alcuni esempi in questi mesi hanno cancellato opzione donna, hanno impedito la registrazione dei figli delle coppie arcobaleno nati all’estero, rischiamo di perdere i soldi del Pnrr sugli asili nido, hanno fatto una battaglia contro i figli delle detenute madri, non hanno attuato fino in fondo l’assegno unico, non hanno fatto nulla sulle disuguaglianze. Per non parlare poi del mancato adeguamento degli stipendi all’inflazione e dell’ulteriore precarizzazione del mondo del lavoro con il decreto approvato il primo maggio. Questo governo, la Presidente Meloni dicono sempre di essere a favore delle famiglie ma in realtà fanno politiche contro.”
Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di Palazzo Madama.

“Il quadro che emerge dai rapporti di tutti gli indicatori economici e oggi anche dal rapporto Confcommercio-Censis su fiducia e consumi delle famiglie sono desolanti: nel 2022 ben 7 famiglie su 10 sono state costrette a ridurre i consumi per sostenere le ingenti spese fisse, come le bollette di luce e gas. Con l’aumento dell’inflazione, così come già è avvenuto quest’anno, la situazione non potrà che peggiorare. Contrastare l’erosione dei salari deve essere uno dei punti in cima all’agenda politica del governo. Questo esecutivo, invece, pensa solo alle poltrone e fa davvero poco per il benessere di famiglie e imprese, e quindi per l’intera economia del paese. Stipendi bassi, prezzi alti e consumi al palo. Il Governo Meloni non può più permettersi di rinviare l’adeguamento degli stipendi all’inflazione, perché le famiglie italiane sono in forte difficoltà per il carovita e, senza interventi mirati, andrà sempre peggio.”
Così il senatore Tino Magni dell’Alleanza Verdi e Sinistra, commenta il rapporto Confcommercio-Censis su fiducia e consumi delle famiglie.

“Da settimane il governo Meloni è impegnato in un lavoro infaticabile nell’accaparrarsi poltrone. Un posto a te, due a me in base al peso e alla forza elettorale dei singoli partiti che lo compongono. E allora con disinvoltura sostituiscono tutti i vertici delle più grandi aziende partecipate dallo Stato, con un giochetto si prendono l’amministratore delegato della Rai con un fedelissimo, tutti i cda possibili e immaginabili. Fagocitano tutto il possibile, avidi di potere e di gestione del potere. Con una disinvoltura tale si sono spartiti, uno a te uno a me, anche i vertici degli apparati di sicurezza che in realtà andrebbero tutelati proprio dalla spartizione in quanto istituzioni di garanzia che garantiscono non solo la sicurezza ma le libertà civili di tutti. E allora via al baratto: la Polizia a me, la Guardia di Finanza a te. Un’idea proprietaria delle Istituzioni del Paese che francamente non si era mai vista prima. Lo chiamano spoils system ma in realtà è il manuale Cencelli.”
Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto del Senato.


“Oggi con i colleghi delle opposizioni ci siamo incontrati e abbiamo iniziato a discutere per una posizione comune sui progetti di legge presentati in Parlamento sul salario minimo e più in generale su come far ritornare il lavoro in cima all’agenda della politica. Un primo incontro, cui hanno partecipato anche le organizzazioni sindacali, che sarà seguito da altri momenti di confronto unitario. Non si può più aspettare: nel nostro Paese ci sono oltre 4 milioni di persone che non possono continuare a vivere con un lavoro da 3 euro all’ora. Il decreto propaganda del governo non si occupa e non risolve i problemi del lavoro perché non affronta le condizioni di chi vive da precario, di chi è povero pur avendo un lavoro ma colpisce proprio i lavoratori più deboli, i precari, condannandoli ad una eterna precarietà. Tutti gli italiani, e non solo i giovani, ormai non riescono neanche più a sognarlo un lavoro stabile, ma vorrebbero un impiego degno, non soggetto a continui ricatti. Serve una battaglia comune delle opposizioni.”
Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni, componente della commissione Lavoro di Palazzo Madama.