All Posts Tagged: Pnrr

PNRR – MAGNI (AVS): “IL GOVERNO PRENDE IN GIRO GLI ENTI LOCALI”

“Il governo prende in giro gli Enti locali. La Meloni sperava che la sforbiciata agli Enti locali passasse sotto silenzio, almeno fino alle prossime elezioni europee. Invece i tagli sono gravissimi e moltissimi Sindaci sono sul piede di guerra. Una scelta sconsiderata che metterà in ginocchio molti Comuni, che saranno costretti a interrompere i lavori già avviati, con ristrutturazioni di edifici scolastici lasciati a metà, opere non finite. Gli assurdi tagli per 250 milioni di euro, prima tranche di 1 miliardo e 250 milioni fino al 2028, colpiranno di più i Comuni che hanno avuto maggiori risorse del Pnrr e che sono impegnati nella realizzazione delle opere pubbliche obiettivo del Piano. I Comuni che hanno più progetti finanziati dal Pnrr subiranno maggiori tagli. Una cosa assurda. La Meloni e Giorgetti tolgono soldi che hanno già dato ai Comuni penalizzando i cittadini. L’ennesima follia che condannerà il Paese.”

Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni.

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CAMPI FLEGREI – DE CRISTOFARO (AVS): “IL GOVERNO RIFERISCA IN AULA. I SOLDI AL PONTE E NON ALLA SICUREZZA DEL TERRITORIO”

“L’ennesimo terremoto nei Campi Flegrei ha scosso la popolazione civile che vive momenti di preoccupazione. Il governo venga a riferire in Aula per informare il Parlamento sulle misure urgenti adottate per proteggere la vita delle persone, delle comunità locali. Siamo vicini agli abitanti dei Campi Flegrei, che da mesi vivono nella paura del terremoto e ringraziamo i Vigili del Fuoco e la Protezione civile per il lavoro fatto. Non basta però gestire l’emergenza, servono interventi strutturali, occorre la messa in sicurezza del territorio e degli edifici, in particolare quelle abitazioni più interessate dagli eventi sismici. Peccato che il governo Meloni abbia azzerato i fondi per le ristrutturazioni antisismiche, e spostato anche quelli del Pnrr sulla messa in sicurezza del territorio. Però, per assecondare l’alleato Salvini, impegna ben 14 miliardi di euro per il Ponte sullo Stretto di Messina. Solo pochi spiccioli per la prevenzione sismica e una mole di denaro per un’opera inutile. Il governo Meloni non sta dalla parte dei cittadini.”

Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di Palazzo Madama.

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PNRR – DE CRISTOFARO (AVS): “SONORA BOCCIATURA DALLA MAGISTRATURA CONTABILE”

“Dalla Corte dei Conti una sonora bocciatura per il decreto Pnrr del duo Meloni-Fitto. Da tempo lamentiamo che il governo della destra con la sua idea di centralizzare tutto rischia di sprecare la straordinaria opportunità di crescita rappresentata dal Piano nazionale di riprese e resilienza. Il giudizio della magistratura contabile mette in luce, poi, l’enorme contraddizione dello scambio insensato fra Autonomia differenziata e Premierato.  Accentrando tutto nelle sue mani e attribuendo alla Presidenza del Consiglio il potere di disporre ispezioni a campione nei confronti delle Regioni, la Meloni lede infatti il loro diritto costituzionale all’autonomia. Ma non solo, perché questo potere ispettivo viola l’articolo 95 della Costituzione e va ben oltre la funzione di solo coordinamento prevista. È l’esempio perfetto che dimostra non solo che i due progetti sono sbagliati in sé, ma che sono pure incompatibili tra loro. Accentrare a Roma e rendere allo stesso tempo quasi sovrane le Regioni spaccherà il Paese rendendolo ingovernabile e mettendone a rischio la sopravvivenza.”

Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di Palazzo Madama.

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PNRR – MAGNI (AVS): “C’È IL RISCHIO DI SPRECARE UNA GRANDE OPPORTUNITA'”

“Il governo Meloni è completamente inadeguato ad affrontare la sfida del Pnrr. Il rischio di sprecare la straordinaria opportunità di crescita rappresentata dal Piano nazionale di riprese e resilienza è altissimo. Siamo indietro, molto indietro nella messa a terra dei progetti e negli investimenti, il tutto nella totale opacità dei processi decisionali e nel limitato coinvolgimento del Parlamento. Il governo Meloni nega la crisi climatica, taglia le risorse per la transizione ecologica, spinge per rafforzare gli investimenti legati alle fonti fossili , rallenta sul versante delle rinnovabili e nello sviluppo delle filiere strategiche per la transizione ecologica e la decarbonizzazione. La relazione di Fitto conferma le scelte politiche regressive del Governo nei confronti del Mezzogiorno, che continua a pagare il prezzo più alto in termini di desertificazione industriale, produttiva, sociale e demografica, sulla sanità e sulla salute. Niente per la prevenzione del dissesto idrogeologico, nessuna stabilizzazione del personale delle pubbliche amministrazioni, meno risorse al Fondo Sviluppo e Coesione, tagli alla scuola. Inoltre è sbagliata e miope la scelta di separare la questione della transizione da quella dell’industria. Una parte importante del nostro sistema produttivo prima o poi si troverà di fronte a un bivio: delocalizzare, seguendo il vecchio modello dell’economia fossile, o cambiare facendo leva sugli investimenti necessari. La transizione ecologica dovrebbe essere il denominatore comune del futuro del Paese. E invece è del tutto inadeguato lo stato di attuazione del Pnrr sugli obiettivi in materia di riconversione ecologica e ambientale e in materia di mobilità sostenibile siamo solo all’inizio. Questo è il peggiore vizio di fondo del Pnrr.  Il governo Meloni sta facendo il contrario di quello che serve al Paese.”

Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni.

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SUD – DE CRISTOFARO (AVS): “MELONI FIRMA ACCORDI DI COESIONE SOLO CON LE REGIONI DEL NORD, SI SBLOCCHINO I FONDI ANCHE PER LE REGIONI MERIDIONALI. IL SUD HA BISOGNO DI QUELLE RISORSE”

“Meloni sigla l’accordo di sviluppo e coesione con la Val d’Aosta e ringrazia il ministro Fitto per il lavoro svolto. Ma, mentre la Val d’Aosta diventa l’ottava regione a stipulare il patto, aggiungendosi a tutte quelle del Nord e al Lazio, nessuna delle regioni del Sud figura nell’elenco. Fitto, che è pure meridionale, incassa i complimenti della Meloni ma blocca i fondi di sviluppo e coesione alla parte del Paese che ne ha più bisogno: il Mezzogiorno. Almeno il Cristo di Carlo Levi si fermava a Eboli, Fitto che in teoria fa il ministro della Coesione si è fermato a Roma. Si firmino gli accordi e si sblocchino i fondi anche per le regioni meridionali. Il Sud ha bisogno di quelle risorse.”

Lo scrive su Facebook il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di Palazzo Madama.

“È una situazione vergognosa che però non sorprende: quello della Meloni è uno dei governi più ferocemente anti meridionali della storia della Repubblica, prosegue il capogruppo di Avs. L’Autonomia differenziata cristallizza le differenze esistenti fra Nord e Sud, e le amplifica rendendole irreversibili, la revisione del Pnrr ha cancellato la soglia minima imposta dall’Europa del 40% delle risorse alle regioni meridionali. Anche il no al salario minimo riguarda più il Sud che il resto del Paese perché è al Sud che si concentra la percentuale più elevata di lavoro povero. Neanche la cancellazione del Reddito di Cittadinanza fa eccezione, perché ovviamente una misura di contrasto alla povertà non poteva che vedere il numero più alto di percettori dove ci sono più poveri. Un governo che odia il Sud e lo abbandona al suo destino va incalzato in ogni modo possibile perché garantisca a tutti i cittadini pari dignità e diritti indipendentemente dal posto in cui nascono e crescono.”

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AUTONOMIA DIFFERENZIATA – MAGNI (AVS): “IL PAESE CAMBIERA’ IN PEGGIO, FERMATEVI”

“La riforma Calderoli è contro il Sud, considerato solo come un peso di cui disfarsi. Ancora una volta chiediamo al governo Meloni di fermarsi. Il progetto di Autonomia Differenziata cambierà profondamente il nostro paese in peggio, perché va a colpire principi fondamentali di eguaglianza dei diritti e di unità, sanciti dalla nostra Costituzione. Non c’è bisogno di interpretare nulla, spetta allo Stato rimuovere gli ostacoli per raggiungere l’uguaglianza. Ma la verità è che a questo Esecutivo non interessa risolvere le disuguaglianze: non interessano i poveri, né la scuola, né la sanità, così come non interessano le periferie e le condizioni lavorative, che penalizzano in particolare i giovani meridionali. ”

Lo ha affermato in Aula il senatore di Alleanza Verdi e Sinistra, Tino Magni.

“La nostra Costituzione punta all’uguaglianza e non dare ascolto, non solo all’opposizione, ma neanche a esperti costituzionalisti, associazioni, sindacati e studiosi, critici con questa riforma, significa non volere il bene del Paese. Con il Pnrr avevamo una grande opportunità per ristabilire il principio di equità, ma non mi sembra di aver visto proposte in questo senso, le risorse sono andate solo al nord. Da parte nostra continueremo la dura battaglia nelle aule parlamentari e nel paese reale, iniziando da subito a costruire i comitati referendari per il NO a questa scellerata riforma Spacca Italia. Attuare l’autonomia differenziata in questo modo vuol dire tradire lo spirito fondativo della Costituzione, che è basato sulla solidarietà e non certo sull’egoismo.”

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SANITA’ – MAGNI (AVS): “LA REVISIONE DEL PNRR FA SLITTARE DI DUE ANNI GLI ACQUISTI DI TAC, ECOGRAFI E RISONANZE. IMBARAZZANTE E INSPIEGABILE”

“È imbarazzante e inspiegabile la scelta del governo Meloni di rinviare di due anni l’acquisto di nuove apparecchiature mediche. Il PNRR prevedeva che fra il 2023 e il 2024 venissero acquistati 3.100 grandi apparecchi negli ospedali. Si tratta di TAC, risonanze magnetiche, angiografi, mammografi e altre apparecchiature fondamentali per migliorare le diagnosi e le cure dei cittadini italiani. Un ammodernamento fondamentale perché alcuni macchinari, come i mammografi per esempio, sono quasi tutti obsoleti. E molto spesso l’obsolescenza dei macchinari diagnostici incide sui tempi delle liste d’attesa.  A cosa si debba questo rinvio non è chiaro. Oggi il Sole 24 ore dice che si tratterebbe di una richiesta di alcune regioni per adeguare gli spazi utili ad accogliere le nuove apparecchiature. Sembrano piuttosto delle scuse accampate per nascondere l’impreparazione di un governo che è in carica da oltre un anno e che in particolare sulla sanità pubblica sta provocando danni intollerabili. Vogliono forse contribuire a rendere sempre più obsolete le macchine diagnostiche delle strutture pubbliche, per avvantaggiare ulteriormente le strutture private? A pensar male si fa peccato, si dice, ma spesso ci si azzecca. I cittadini sono stati fin troppo pazienti, basta disastri e tagli alla sanità pubblica.”

Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni.

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MANOVRA – MAGNI (AVS): “RITARDI E CONFUSIONE METTONO IN DIFFICOLTA’ L’ITALIA”

“L’imbarazzante ritardo e confusione del governo e della maggioranza sulla manovra rischiano di mettere in seria difficoltà il Paese. La commissione Bilancio del Senato non ha ancora iniziato a lavorare perché in attesa delle ulteriori proposte di modifica del governo. Erano pronti dicevano, in realtà questo è un governo senza una reale strategia per l’Italia e gli italiani. Tagliano i fondi per i migranti e li usano per il comparto sicurezza, modificano il Pnrr penalizzando gli interventi dei Comuni sulle periferie, penalizzano giovani e donne, usano la mannaia sulle uscite pensionistiche per fare cassa per poi correggere peggiorando la proposta iniziale. I sindacati sono sul piede di guerra e la crisi economica non accenna a diminuire. Una vera e propria maionese impazzita sulla pelle degli italiani.”

Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni, componente della commissione Bilancio di Palazzo Madama.

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EX ILVA – MAGNI (AVS): “IL GOVERNO OSTAGGIO DI ANCELORMITTAL, LO STATO RIPRENDA IL CONTROLLO. URSO VENGA IN SENATO A RIFERIRE SULLE ACCIAIERIE D’ITALIA”

“La situazione dell’ex Ilva è al collasso. Il governo è ostaggio di ArcelorMittal e continua a tergiversare. Mittal non ha nessuna intenzione di investire sull’ex Ilva, continua a gestire gli aiuti statali a proprio piacimento, tiene sotto scacco gli stabilimenti con il blocco della produzione e prende in giro lavoratori e sindacati. Il governo Meloni e il ministro Urso non hanno una politica industriale. La vicenda dell’Ilva è il simbolo del fallimento delle politiche industriali della Meloni. Lo Stato deve riprendere il controllo della produzione dell’acciaio con un intervento forte. Il ministro Urso venga in Senato a riferire urgentemente.”

Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni.

“Fino ad ora dal governo Meloni solo impegni mancati, anzi con un tratto di penna è stato addirittura cancellato il miliardo previsto nel Pnrr che serviva per la decarbonizzazione. Una debacle per l’ambiente, per la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini. Se Acciaierie d’Italia non è in grado di garantire la continuità produttiva si mettono a rischio migliaia di posti di lavoro, gli altri siti del gruppo (Genova e Novi Ligure), l’indotto, il sistema manifatturiero italiano.  Le lavoratrici e i lavoratori, che vivono nell’incertezza del proprio futuro, e la città di Taranto hanno bisogno di risposte urgenti. Ma soprattutto solo la presenza forte dello Stato può garantire il rilancio produttivo dell’acciaio e programmare una seria transizione ecologica e sociale.”

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COP 28 – AURORA FLORIDIA (AVS): “A DUBAI PER UN MONDO PIU’ SOSTENIBILE, CON IL GOVERNO MELONI LE POLITICHE GREEN SONO AL PALO”

“Da domani sarò a Dubai con una delegazione di deputati e senatori e del Consiglio d’Europa per partecipare alla 28esima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. La COP di Dubai deve essere l’occasione da non perdere per avviare politiche verso una neutralità climatica non più rinviabile e l’occasione per avviare nuove politiche verso la diminuzione dell’uso dei combustibili fossili e per finanziare la transizione energetica. Questa è ‘la conditio sine qua non’ per garantire un futuro migliore alle giovani generazioni. Purtroppo, il governo Meloni fino ad ora ha fatto tutt’altro. Il percorso di decarbonizzazione in Italia è rallentato dal taglio in manovra del Fondo Italiano per il clima, la finanziaria non finanzia l’ambiente, si continua ad investire sulle fonti fossili e dal Pnrr vengono tagliati i fondi per il dissesto idrogeologico. Con il Governo Meloni le politiche green sono al palo.”

Lo afferma la senatrice dell’Alleanza Verdi e Sinistra Aurora Floridia.

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