All Posts Tagged: manovra di bilancio

MATTARELLA – DE PETRIS (LeU): “DAL CAPO DELLO STATO MONITO AUTOREVOLE E PRECISO”

“Bisogna ringraziare il presidente della Repubblica per il monito alto, autorevole e preciso che ha voluto lanciare nel suo dicorso di fine anno. Il capo dello Stato non ha nascosto il vulnus inflitto al Parlamento con un varo della legge di bilancio che lo ha espropriato delle sue funzioni democratiche, umiliandolo. Ha esortato con forza il governo a cambiare strada. Ci uniamo al suo auspicio, augurandoci che almeno le misure concrete della manovra possano essere adeguatamente discusse ed emendate dal Parlamento e non imposte anch’esse con la forza”, dichiara la senatrice Loredana De Petris, presidente del Gruppo Misto.

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MANOVRA – DE PETRIS (LeU): “PESSIMA LEGGE RECESSIVA, RISULTATO DEL FRONTEGGIAMENTO TRA RIGORISMO EUROPEO E POPULISMO CIALTRONE”

 

“Nella notte il Senato ha approvato una legge di bilancio che, dopo tante chiacchiere sulla necessità di una manovra espansiva, fa esattamente il contrario. Quella del governo M5S-Lega è una manovra recessiva e rigorista, fatta di tagli e misure che danneggeranno proprio le fasce più deboli, con all’interno clausole di garanzia che equivalgono a un commissariamento di fatto. Per raggiungere questo brillante risultato le regole democratiche sono state calpestate, il Parlamento umiliato e ridicolizzato, il corretto funzionamento della democrazia stracciato come mai prima nella storia della Repubblica. La messa in scena degli ultimi mesi ha visto solo il fronteggiamento tra il rigorismo europeo e un populismo cialtrone, attento solo alle ragioni della propaganda. E’ invece possibile e necessario opporsi alla miopia rigorista europea in nome di un progetto diverso di sviluppo, davvero attento alle ragioni e al disagio della grande maggioranza delle popolazioni. Aver ridotto questo impegno al grottesco braccio di ferro di questi mesi, finito immancabilmente col trionfo del rigorismo, è una delle molte e gravi responsabilità che ricadono su questo governo”.

Questo il commento della senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto, all’approvazione della manovra di bilancio.

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INTERVENTO IN AULA DELLA SENATRICE LOREDANA DE PETRIS SULLA MANOVRA DI BILANCIO

Signor Presidente, abbiamo tentato ancora una volta in Conferenza dei Capigruppo di fare proposte che non dico riponessero al centro il Parlamento – come ci ha ricordato ieri il Presidente della Repubblica – ma riportassero la discussione sul bilancio su binari minimi di civiltà e normalità.
Le abbiamo viste tutte, come maxiemendamenti presentati in ritardo con la fiducia. Non avevamo però ancora visto – magari qualcuno cercherà anche dei precedenti al riguardo – affrontare in tal modo la manovra di bilancio, una manovra peraltro complicata e annunciata in maniera così plateale. Abbiamo sentito molte altre cose a seguito di una trattativa in Europa che è in un certo senso difficile raccontare come vittoriosa. Non si era mai visto che in Commissione bilancio non si tenesse neanche una votazione; gli esperti della Commissione bilancio lo sanno bene: neanche una bocciatura tecnica degli emendamenti che non erano considerati prioritari dai Gruppi parlamentari. Non si era mai visto!
Mi giunge voce, peraltro, che qualcuno sta pensando di inserire nel maxiemendamento anche emendamenti che non sono stati neanche presentati dai singoli in Commissione. Questo per farvi capire che siamo arrivati, ormai, all’esproprio totale, e non solo del Senato, perché la Camera ha votato una manovra che non esiste, sulla quale, tra l’altro, noi adesso dovremmo iniziare la discussione generale.
Abbiamo tentato con garbo – che dobbiamo fare? – di far comprendere che è un problema per tutti espropriare in modo così palese e anche definitivo il Parlamento della possibilità di discutere. Ci abbiamo provato in Commissione; ci abbiamo provato in tutti i modi. Abbiamo chiesto, per giorni e giorni, di poter lavorare. Abbiamo illustrato i nostri emendamenti, abbiamo chiesto ripetutamente al Governo di dire qualcosa, che cosa ne pensasse, se c’era la possibilità di lavorare su alcuni temi e di dare anche il nostro contributo. Siamo stati messi nella condizione di non poter lavorare.
Dico anche di più. In realtà, questo risultato è stato voluto. Non è un incidente. Il motivo non è che la trattativa negoziata è stata lunga e complessa. Si è capito, infatti, ormai già da alcuni giorni in realtà, come si è capito anche dalle dichiarazioni rese oggi in Aula dal Presidente della Commissione bilancio, che non si voleva assolutamente svolgere alcun tipo di lavoro all’interno della Commissione. Per questo non è stato espresso nessun voto, per questo non è stata fatta neanche una votazione; l’esito doveva essere quello: arrivare in Assemblea al buio, senza relatore. Questo è quello che voi pensate che sia – e come debba essere ridotta – la democrazia parlamentare!
Siccome il presidente Calderoli è relatore di una proposta di legge di revisione costituzionale, io vi dico di andare anche oltre: assumetevi la responsabilità, e su questo discutiamo, che la maggioranza presenti il bilancio con la formula «prendere o lasciare». Almeno è chiaro, è definitivo ed è codificato, perché noi non possiamo andare avanti in questo modo! Torno a ripetere che quello che è accaduto è inaudito.
Cosa dobbiamo fare adesso? Ve lo abbiamo detto. Abbiamo tentato di dirvelo: ritorniamo in Commissione e facciamo le votazioni; quello che dovete bocciare, bocciatelo, quello che dovete approvare, anche i vostri emendamenti, approvateli. Almeno saranno chiari i contorni degli emendamenti che volete approvare. Cerchiamo, in qualche modo, di riportare i lavori su un binario di ordinarietà.
I tempi ci sono. Si può tornare in Commissione. Siamo ancora lontani dalla vigilia e da Natale. Abbiamo tutta la possibilità, finalmente, di farlo. E lo dico anche a tutti i senatori di maggioranza: questo non è un problema solo delle opposizioni, ma è un problema di dignità del Parlamento. Riprendiamo in mano la possibilità di conoscere, di agire, di poter esercitare pienamente il nostro mandato. Lo so che non vi fa piacere, che forse è meglio che avvenga tutto in fretta e che le dichiarazioni di voto le facciamo di sera tardi. È, infatti, complicato, signor Presidente, andare a spiegare che tutto quello che avevate promesso è adesso difficile ritrovarlo in questa manovra.
Quindi, si torni in Commissione e, finiti i lavori della Commissione, si potrà continuare a lavorare, perché abbiamo ancora le giornate di sabato, domenica e lunedì. Nessuno di noi vuole l’esercizio provvisorio; assumiamoci però la responsabilità di ritornare finalmente a dare una possibilità a quest’Assemblea e a tutto il Parlamento di decidere, conoscere e votare in modo responsabile. Perché questa è una democrazia parlamentare, altrimenti è altro!

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EDITORIA. DE PETRIS (LEU): SOLIDARIETA’ E VICINANZA A GIORNALISTI ASKANEWS E ANSA, DI MAIO TROVI SOLUZIONE

 

“Esprimiamo solidarietà e vicinanza alle giornaliste e ai giornalisti delle agenzie di stampa Askanews, in sciopero contro l’ipotesi di concordato preventivo di ben 27 esuberi, praticamente la scomparsa della stessa agenzia; e dell’Ansa per il mancato potenziamento dell’organico redazionale”.

Lo ha dichiarato la senatrice di Leu Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto, che ha aggiunto:

“In questi anni le agenzie sono state mantenute in vita grazie ai sacrifici dei giornalisti, attraverso accordi di solidarietà, ricorso alla cassaintegrazione e al prepensionamento. Non è giusto che a pagare le scelte sbagliate di altri siano sempre i lavoratori. Da parte nostra abbiamo presentato un emendamento alla manovra per scongiurare l’inaccettabile cancellazione dei fondi all’editoria, indispensabili per la libertà di espressione. Chiediamo al Ministro Di Maio di trovare una soluzione volta a salvaguardare non solo posti di lavoro, ma anche un servizio fondamentale per un’informazione corretta, libera, capillare e tempestiva”.

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MANOVRA. DE PETRIS (LEU): “INCOSTITUZIONALE LA NORMA SUI CAMBI DI DESTINAZIONE DEL PATRIMONIO PUBBLICO”.

 

“Con l’illusione di incassare più fondi dalla svendita del patrimonio pubblico, il Governo calpesta le competenze costituzionali di Comuni e Regioni in materia di assetto del territorio. Cambi di destinazione, ma anche demolizioni e ricostruzioni di edifici pubblici alienati, saranno possibili in via diretta, scavalcando completamente i pareri e la volontà degli enti locali”.

E’ quanto dichiara Loredana De Petris, senatrice di LeU e capogruppo del Misto a Palazzo Madama, in merito al contenuto dell’emendamento del Governo 1.7000 alla manovra di Bilancio, concernente le procedure di alienazione del patrimonio pubblico.

“Per gli edifici pubblici di pregio localizzati nei centri storici per esempio a Roma, il Palazzo degli Esami a Trastevere e l’ex-ospedale San Giacomo, già in via di alienazione, dobbiamo prepararci ad operazioni speculative col timbro dell’Agenzia del Demanio, con la possibilità di accedere direttamente alle più remunerative destinazioni commerciali. Una controriforma costituzionale inserita nella manovra di bilancio, una vera perla del governo giallo-verde”.

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MANOVRA – DE PETRIS (LeU): “IL GOVERNO ‘RISALE IN DISORDINE LE VALLI CHE AVEVA DISCESO CON ORGOGLIOSA SICUREZZA’. CONSUNTIVO FALLIMENTARE”.


“L’esito della ‘campagna europea’ lanciata dal governo italiano evoca inevitabilmente un noto passo storico: ‘Risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza’. Il governo che reclamava il ritorno della sovranità nazionale si è piegato a una manovra dettata da Bruxelles e ha accettato tutte le condizioni imposte dalla commissione europea per portare a casa un risultato che avrebbe facilmente ottenuto già in settembre, senza provocare i danni notevoli che ha invece causato”, afferma la senatrice Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto.

“La cosa più grave è che il governo, avendo puntato solo su misure propagandistiche e senza alcuna capacità di costruire alleanze in Europa, non è riuscito neppure a incrinare in minima misura la logica sbagliata che guida le strategie economiche europee, di fronte alle quali si è alla fine inchinato. Quelle logiche rigoriste e miopi, al contrario, sono uscite rafforzate dalla sgangherata iniziativa del governo italiano. Nel complesso è difficile immaginare un consuntivo più fallimentare”.

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MANOVRA. ERRANI (LEU): E’ BOOMERANG PER ITALIA, QUANDO CHIEDERETE SCUSA?

 

 

“Questa manovra è un boomerang per l’Italia, quello che si è ottenuto ora, lo si poteva ottenere settimane fa e invece il governo ha preferito fare il gioco delle tre carte, un esercizio di magia in base al quale ‘tutto cambia e niente cambia'”.

Lo ha detto in Aula il senatore Vasco Errani, capogruppo di Liberi e Uguali in commissione Bilancio, nel corso del dibattito, dopo l’informativa del premier Giuseppe Conte sulla manovra.

“Se come avete detto vi siete sbagliati a fare i conti su quota cento e reddito di cittadinanza vi siete presi una gravissima responsabilità, perché questo è costato un miliardo e mezzo di interessi agli italiani e miliardi a risparmiatori e imprese. Quando chiederete scusa? Se invece non è così allora quando direte la verità? Quando direte che non siete in grado di corrispondere alla propaganda?”.

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