
VENEZUELA – DE CRISTOFARO (AVS): “IL GOVERNO MELONI VASSALLO DI TRUMP”



“Il nuovo anno è iniziato con i vecchi vizi e con l’ennesima fiducia. Il Decreto sulla transizione energetica esaminato in fretta e furia in un solo giorno, ha impedito ogni confronto parlamentare e ogni possibile correzione. Eppure la questione energetica è cruciale per il futuro del Paese, riguarda la tutela del territorio, la sicurezza energetica, la competitività del sistema produttivo e la capacità dell’Italia di contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici europei e internazionali, fino alla neutralità climatica. Un tema strategico che il governo tratta con un provvedimento emergenziale, senza visione e senza strategia. Il ritardo sulle rinnovabili è il risultato delle scelte politiche della destra che preferisce proseguire ad acquistare il gas dagli americani. Avs vota contro un provvedimento che non è all’altezza della sfida climatica, industriale e sociale che il Paese ha davanti.”
Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni intervenendo in Aula sulla fiducia al decreto sulla transizione energetica.
“Anche sulla cosiddetta transizione 5.0 regnano confusione e improvvisazione: regole cambiate in corsa, risorse sottratte, scadenze improvvise e burocrazia soffocante, così si frenano investimenti e lavoro. Ciliegina sulla torta l’inserimento all’ultimo minuto della norma sul Golden Power per evitare sanzioni e la procedura di infrazione europea. Un rattoppo normativo per rimediare una figuraccia che dimostra un approccio disinvolto e arrogante del potere. Per una vera transizione energetica servono regole chiare e stabili, una vera politica industriale delle rinnovabili invece di puntare sui combustibili fossili come il petrolio e il gas. Ancora una volta la fretta è stata una cattiva consigliera.”

“Sulla manovra il Senato è ostaggio della divisione e dei problemi interni alla maggioranza di destra. I lavori in commissione forse iniziano oggi, mentre il paese attende risposte su salari, pensioni, lavoro, crescita economica, sanità, scuola e caro vita. La destra è divisa su tutto, è più attenta a regolare i propri conti interni che affrontare le emergenze sociali ed economiche degli italiani. La manovra è scritta fuori dal parlamento con una totale mancanza di confronto parlamentare. Il parlamento è umiliato, e rimane in attesa che la destra risolva i suoi problemi. La manovra economica è l’atto più importante di un governo, perché definisce la cornice economica di un paese, le spese e le entrate, le previsioni di crescita. E quella di Meloni è una manovra che non risponde all’emergenza salariale, non rilancia l’occupazione e la crescita. Una manovra senza visione, lontana dai bisogni degli italiani.”
Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni.

“Nel giorno in cui si apre il Giubileo dei detenuti, nelle carceri italiane si continua a morire ‘di carcere’. A Rebibbia come altrove. Suicidi, cure negate, violenze, nulla che non fosse stato previsto e denunciato. È il risultato di un sistema penitenziario lasciato crollare dal Ministro Nordio. Il governo Meloni ha ridotto risorse e ignorato per mesi appelli autorevoli, dal Presidente della Repubblica, che ha chiesto con forza interventi urgenti per ridare dignità e legalità agli istituti, fino al Vaticano, che continua a richiamare il governo al rispetto dei diritti umani e alla necessità di misure concrete. Richiami rimasti totalmente inascoltati. La destra continua a difendere una linea punitiva ma l’idea di far marcire le persone in carcere non ha garantito né sicurezza, né giustizia. Il risultato è solo quello di un carcere che calpesta ogni giorno i diritti fondamentali.”
Lo afferma la senatrice dell’Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi.

“Il governo è alla canna del gas e fa cassa sul canone Rai e sui fondi per radio e Tv locali. Tagliare 30 milioni di euro in tre anni dal canone Rai è una scelta sbagliata che compromette la qualità dell’offerta del servizio pubblico radiotelevisivo e indebolisce il pluralismo dell’informazione.
Al taglio alla Rai si aggiunge la riduzione di 20 milioni di euro l’anno per il triennio 2026-2028 dei fondi destinati a tv e radio locali. Una cosa gravissima, un attacco all’informazione che contrasteremo in commissione.
Difendere l’informazione significa difendere la libertà di stampa, il diritto dei cittadini a essere informati e la qualità della nostra democrazia. Il governo vada a prendere le risorse necessarie a risolvere i problemi degli italiani da chi in questi anni ha fatto profitti enormi, dalle industrie della difesa alle aziende energetiche passando per i grandi patrimoni, invece di fare cassa sull’informazione.”
Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra del Senato.

“Invece di buttare ogni volta il pallone in tribuna, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni farebbe bene, per il ruolo che ricopre, a difendere sempre la libertà di stampa e la trasparenza delle istituzioni. E invece Fratelli d’Italia, con il presidente della commissione Cultura di Montecitorio, attacca Ranucci e Report difendendo l’operato dell’autorità per la privacy.
Ma dopo quanto emerso dalle inchieste di Report, è evidente che il collegio del Garante della Privacy non è più indipendente, non è più credibile, per cui deve dimettersi subito.”
Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama, componente della commissione di Vigilanza Rai.
“Meloni finge di non vedere che non si può difendere un’Authority il cui componente frequenta la sede di Fratelli d’Italia alla vigilia della decisione contro la trasmissione di giornalismo d’inchiesta della Rai Report. In nessun Paese serio, chi ricopre ruoli di garanzia e si muove in modo così opaco, una volta scoperto non fa un passo indietro. Questa vicenda mette in luce alcune criticità su questa autorità di garanzia. È necessario rivedere il ruolo e la nomina di un’autorità che deve essere trasparente e non al servizio della politica.”

“La destra meloniana continua a cercare in tutti i modi di tappare la bocca e impedire a Report e Sigfrido Ranucci di andare in onda, senza per fortuna riuscirci. L’inchiesta giornalistica di ieri ha fatto emergere un’autorità per la privacy amministrata in maniera poco trasparente, con una gestione dei viaggi e delle spese allegra. Per non parlare dei conflitti di interesse e degli stretti rapporti di alcuni suoi componenti con la politica. Un quadro grave e desolante che getta una macchia indelebile, perché con questa autorità non c’è né garanzia di libertà, né tutela dei diritti. L’Autorità Garante della Privacy, nata per tutelare il diritto delle persone, ha smarrito la propria funzione, piegata a logiche e pressioni politiche. Non è più indipendente e capace di agire nel solo interesse dei cittadini e nel rispetto dei principi costituzionali. Chiediamo con forza le dimissioni immediate del vertice dell’Autorità per la Privacy, per ridare credibilità all’istituzione indipendente voluta da Stefano Rodotà.”
Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama, componente della commissione di Vigilanza Rai.

“Alla destra la sola parola patrimoniale va venire brividi, come dice la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano. Agli italiani invece no. L’ultimo sondaggio Izi di oggi ci dice che la stragrande maggioranza degli elettori italiani, quasi l’84%, è favorevole all’introduzione di un’imposta sui super patrimoni. Per la maggioranza degli italiani è giusto redistribuire la ricchezza. Siamo alle soglie della recessione, siamo il paese europeo che ha gli stipendi più bassi, sono milioni gli italiani che non si curano più è giusto che chi ha di più, e in questi anni ha incrementato il patrimonio, contribuisca per ridare slancio al paese. Cosa serve ancora per prendere una decisione? AVS, come sempre, presenterà emendamenti alla manovra per introdurre una tassa sui grandi patrimoni. Stiamo per iniziare la discussione per cambiare segno alla pessima manovra della destra, noi siamo pronti a discutere. Se non ora quando?”
Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama.

“Le notizie che giungono dal Sudan ci riempiono di orrore. Dopo la conquista da parte delle milizie delle Rapid Support Forces della città di Al Fashir, capitale del Nord Darfur, si assiste ad esecuzioni sommarie per le strade mentre sono centinaia i pazienti e loro parenti assassinati a sangue freddo nell’ospedale della città. Circa 260.000 civili risultano intrappolati in condizioni disperate e privi di accesso a cibo, acqua e cure mediche. Occorre immediatamente una iniziativa nei confronti delle potenze mondiali e regionali, affinché smettano di alimentare il conflitto e pongano invece in campo una soluzione diplomatica e di pace. L’Italia faccia la sua parte e il governo venga in aula a riferire il prima possibile.”
Lo scrive sui social il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama.
“Ieri ho depositato una interrogazione al Ministro Tajani sulla drammatica situazione nel paese africano, che conta in questi due anni di conflitto, oltre ai 150mila morti accertati, 12 milioni di persone costrette a lasciare le loro case per cercare salvezza altrove. L’Italia, insieme alla Ue, deve chiedere una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu per varare un embargo sulle armi a tutti i contendenti, per organizzare corridoi umanitari e una operazione di soccorso alla popolazione civile.”

“La destra esulta per l’approvazione definitiva della modifica costituzionale della giustizia, ma sarebbe stato meglio aspettare, perché il popolo italiano al referendum boccerà questa pessima riforma. Come è accaduto negli ultimi anni, chi cambia la Costituzione a colpi di maggioranza, poi nelle urne ha brutte sorprese, perché gli italiani sanno che questa orribile riforma non serve a migliorare la giustizia, non migliora i tempi dei processi, non interviene sugli organici e sul precariato. L’obiettivo della destra non è una giustizia giusta attenta ai cittadini ma è quello di indebolire la magistratura e metterla sotto il controllo della politica. La destra è ossessionata dalle toghe, che chiama rosse con disprezzo, ed è talmente ossessionata che non se la prende solo con la magistratura italiana, ma attacca anche quella internazionale e, ora, anche quella contabile. Insomma per la destra c’è un grande complotto della magistratura mondiale.”
Così il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama intervenendo in Aula al Senato sulla riforma costituzionale della giustizia.
“In realtà la destra è allergica alle regole, è allergica alla democrazia. Sono per i pieni poteri. Alla destra italiana piacerebbe un sistema come in Ungheria, dove non c’è il giusto processo e le condanne le decide il potere politico. La destra punta ad indebolire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura perché vuole esercitare il controllo. E lo fa anche perché deve tutelare i tanti indagati tra le loro fila. E allora guerra alla magistratura, e modifica degli equilibri della Repubblica Italiana. Le tre pessime riforme, premierato, autonomia differenziata e separazione delle carriere, sono studiate a tavolino per cambiare radicalmente la Costituzione del nostro Paese nei suoi principali valori fondanti. Questa destra regressiva sta portando l’assalto all’Italia uscita dalla guerra di Liberazione, mettendo in discussione l’architettura costituzionale nata con la Repubblica italiana. Questa riforma serve a tutto meno che ai cittadini.”