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SCUOLA – DE PETRIS (LeU): “GIUSTA LA SCELTA DEL GOVERNO DI EVITARE LA DAD. ORA PERò SI DEVONO SANARE I GUASTI STRUTTURALI DELLA SCUOLA”

La scelta di tenere le scuole aperte, spiegata oggi dal presidente Draghi e dai ministri Bianchi e Speranza, è giusta. Tornare alla DAD vorrebbe dire accentuare ulteriormente le diseguaglianze sociali e geografiche già evidenziatesi nelle precedenti fasi della pandemia. Lasciare i giovani a casa senza chiudere tutto il resto sarebbe del resto inutile e la situazione non è tale da imporre una scelta così estrema. Sarebbe però fondamentale stanziare subito i fondi necessari per sanare i problemi endemici della scuola, come il sovraffollamento delle classi, la cui urgenza e gravità sono state messe impietosamente a nudo dalla pandemia”, afferma la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris.

Più in generale i dati illustrati dal ministro Speranza dimostrano che la priorità assoluta è ancora estendere quanto più possibile la vaccinazione. La scelta di tenere aperti gli hub anche la notte va nella direzione giusta. Bisogna fare ogni sforzo perché la percentuale di popolazione non vaccinata diminuisca ancora. Altra via per impedire la saturazione degli ospedali e delle terapie intensive, con grave danno per tutti i malati e non solo quelli colpiti dal Covid, non c’è”.

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SCUOLA – GRANATO (GRUPPO MISTO): “BANDIRE AL PIU’ PRESTO IL CONCORSO PER I POSTI DI SOSTEGNO”

“Insieme alla senatrice Luisa Angrisani, come ‘L’Alternativa c’è’, ho depositato un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, per garantire l’assunzione di personale specializzato sul sostegno a partire dal prossimo anno scolastico, dando seguito alle previsioni della legge di Bilancio per il 2021 che ha autorizzato il MI a bandire procedure selettive per l’accesso in ruolo. Abbiamo chiesto al Ministro, dunque, entro quale termine intenda dare attuazione alle disposizioni della legge 178 del 2020, avviando le procedure concorsuali per i posti di sostegno. Mi trovo a contestare l’ipotesi della paventata stabilizzazione ‘indiscriminata’ dei docenti. I cosiddetti ‘beneficiari’ sarebbero quei docenti che non hanno superato il concorso straordinario, per giunta semplificato, con cui si sarebbero dovuti assumere 32.000 docenti non abilitati. A causa del ricorso improprio e abusato alle cattedre in deroga, moltissimi docenti non specializzati, oggi, avrebbero maturato le tre annualità di servizio su sostegno. Quindi, qualora andasse in porto il piano di stabilizzazione di massa dei docenti con il requisito di 3 annualità di servizio (che nella scuola corrispondono a soli 18 mesi) a cui si stanno adeguando tutte le forze politiche confluite nel Governo Draghi, tranne parte del M5s e Italia Viva, anche sul sostegno rischiano di essere assunti senza una selezione adeguata docenti non specializzati. Affinché il diritto all’inclusione sia effettivamente garantito dallo stato, la specializzazione è un requisito dirimente. Si devono perciò mettere in atto le procedure semplificate per velocizzare il reclutamento del personale specializzato con le procedure già approvate a dicembre scorso”, conclude Granato.

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