All Posts Tagged: Giuseppe Conte

VERDE E GIUSTA L’ITALIA DEL FUTURO – DIRETTA FACEBOOK GIOVEDì 10 GIUGNO

“Dobbiamo rivoluzionare un modello di sviluppo che ha prodotto nuove diseguaglianze e crisi ambientali, per salvare il pianeta e migliorare le condizioni di vita di chi ha meno. Serve una politica capace di rappresentare queste istanze”.

Promuovono l’iniziativa: Loredana De Petris, Francesco Laforgia, Luca Pastorino.

Partecipano: Giuseppe Conte, Beppe Sala, Gessica Allegni, Amedeo Ciaccheri, Gianni Pastorino, Arturo Scotto, Serena Spinelli, Igor Taruffi, Massimo Zedda.

Diretta Facebook dalle pagine di Loredana De Petris, Francecso Laforgia, Luca Pastorino, giovedì 10 giugno 2021 dalle 17,30 alle 20.

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NAPOLI – DINACCI (ARTICOLO UNO): “CON MANFREDI PUO’ APRIRSI UNA FASE DECISIVA PER IL FUTURO DELLA CITTA'”

“Gaetano Manfredi è una figura di grande qualità che può aprire una fase di cambiamento decisiva per il futuro di Napoli, con il contributo delle migliori energie civiche e della buona politica”, dichiara il coordinatore metropolitano di Articolo Uno a Napoli Francesco Dinacci.
“Ora la coalizione democratica sia popolare e si apra con coraggio alle personalità e alle forze disponibili per costruire la più larga unità del campo progressista contro una destra insidiosa ed aggressiva, dentro una fase in cui sono in forte crescita povertà e disagio sociale. A partire dalle forze politiche che hanno sostenuto il governo Conte due e hanno mantenuto saldo un impegno comune anche nella nuova fase nazionale, da Napoli si dà vita a un laboratorio nazionale e si costruisce un patto politico forte che può restituire fiducia e speranza ai cittadini, con l’ambizione di costruire il progetto di una moderna città solidale ed inclusiva. Attorno alla candidatura di Gaetano Manfredi può raccogliersi anche un largo mondo della sinistra, civico, ecologista, progressista, che con Articolo Uno vuole lanciare la sfida unitaria di un nuovo ruolo nazionale della capitale del Sud, per parlare al mondo del lavoro e ai ceti più fragili della città”, conclude Dinacci.

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M5S – DE PETRIS (LEU): “IL DISCORSO DI CONTE È DI AMPIO RESPIRO, SPUNTI INTERESSANTI PER TUTTI”

 

 

“Quello di Giuseppe Conte ai gruppi parlamentari del M5S è stato un discorso di ampio respiro che colloca chiaramente il nuovo M5S nel campo della sinistra e offre spunti molto interessanti per tutti, come il richiamo a un ecologismo integrale, l’impegno per la giustizia sociale e l’obiettivo di un nuovo Statuto dei lavoratori adeguato alle condizioni di lavoro in questi tempi”, dichiara la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris.
“E’ dunque possibile e auspicabile che questo nuovo inizio del M5S sia anche un passaggio importante per la costruzione di una coalizione progressista coesa e capace di concorrere per il governo del Paese. Sono certa che con Conte sapremo lavorare in questa direzione”.

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INCONTRO LETTA CONTE – DE PETRIS (LEU): “ORA COORDINAMENTI IN TUTTE LE SEDI PARLAMENTARI, FAR VALERE IL PESO DELL’ALLEANZA NELLE SCELTE DI GOVERNO”

“L’incontro di oggi tra il segretario del Pd, Enrico Letta e l’ex premier Giuseppe Conte conferma l’intenzione di rinsaldare l’alleanza che aveva sostenuto lealmente il Conte bis e di proseguire rapidamente su quella strada rendendo l’alleanza strategica. Per questo, è necessario dare vita al più presto a coordinamenti in tutte le sedi parlamentari in grado anche di far valere il peso di questa alleanza nelle scelte del governo”.

Lo dichiara la capogruppo di LeU al Senato, la senatrice Loredana De Petris.

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DIMISSIONI ZINGARETTI – SENATORI DE PETRIS, ERRANI, RUOTOLO: “OCCORRE UNA RISTRUTTURAZIONE DEL CAMPO DEMOCRATICO, PROGRESSISTA ED ECOLOGISTA”

“Siamo convinti della necessità ormai ineludibile di aprire un cantiere tra quanti, nella società civile e nelle forme organizzate della politica, si riconoscono nel campo largo delle forze progressiste, democratiche ed ecologiste, che si battono per i diritti civili e di genere e che sono antifasciste e contro il razzismo. Le dimissioni di Nicola Zingaretti da segretario del Pd da un lato, la decisione di Giuseppe Conte di rifondare il Movimento 5 stelle così come la nuova fase politica che si è aperta pongono a tutti noi la questione di una ristrutturazione del campo democratico, progressista ed ecologista. Abbiamo più che mai bisogno di rompere le vecchie gabbie e di ridefinire valori, contenuti e proposte per stare insieme, per costruire una nuova idea di Paese. Si impone una riflessione seria sulla propria identità, sulla funzione storica del campo progressista e in esso di una sinistra popolare, ecologista all’altezza delle sfide del terzo millennio. Prima di tutto le persone”. Lo affermano in una nota congiunta la presidente del gruppo Misto-LeU del Senato Loredana De Petris e i senatori Vasco Errani e Sandro Ruotolo.

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AMBIENTE – LA MURA (GRUPPO MISTO): “CANCELLATO IL MINISTERO DELL’AMBIENTE A FAVORE DELLA TRANSIZIONE ENERGETICA, VIA LIBERA ALL’ACCAPARRAMENTO DI SPAZIO TERRESTRE E MARINO SENZA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA”

“La sintesi dei primi 3 anni di questa legislatura mette in luce quanto la questione dell’accaparramento dello spazio terrestre, marino e anche atmosferico sia stato il campo di contesa politico-economico che ha portato alla caduta del governo Conte 2”. Lo dichiara la senatrice Virgina La Mura del gruppo Misto, che aggiunge: “La legge sul consumo del suolo è stata congelata in commissione Ambiente al Senato, strumento potentissimo che avrebbe dovuto regolamentare l’utilizzo dello spazio entro il quale svolgere le attività umane, sia economiche che sociali, senza danneggiare ulteriormente la biodiversità e l’agricoltura. Sospese altresì la legge Salvamare per la regolamentazione della raccolta accidentale dei rifiuti marini da parte dei pescatori durante le operazioni di pesca (i rifiuti marini hanno ricoperto i fondali con conseguente perdita di vita marina e stock ittici), la legge sull’acqua, la legge sull’agricoltura biologica e biodinamica. Sospesi nei Ministeri il decreto fanghi, non dimentichiamo che con un emendamento al decreto Genova abbiamo consentito di spandere sui terreni agricoli i fanghi industriali, il decreto sul dissesto idrogeologico, la legge Terra Mia. Al contempo, siamo stati veloci nel distruggere pezzo per pezzo leggi troppo ingombranti per gli inquinatori, una tra tutte, la Valutazione di Impatto Ambientale e la consultazione pubblica degli enti locali e dei cittadini per la realizzazione di opere molto dannose per l’ambiente, ma l’obiettivo è di eliminarla del tutto. Quando parliamo di biodiversità dovremmo anche ricordarci che i nostri boschi e foreste sono oggetto di predazione da parte dell’industria energetica e la fauna selvatica, importantissima per il mantenimento degli ecosistemi, è fortemente minacciata come anche le nostre spiagge e il mare con la sua vita sottomarina. Abbiamo solo spostato più avanti di altri 6 mesi il tema delle trivellazioni e la realizzazione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sul territorio nazionale (PITESAI). Proroghiamo ancora di 6 mesi il Piano per l’individuazione dei siti per la costruzione dei depositi dei rifiuti nucleari (CNAPI), e nel piano prevediamo anche la costruzione di un centro per la ricerca nucleare, perché?

Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) che serve per la realizzazione della transizione energetica sostenibile, a seguito della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e la conseguente consultazione pubblica, ha messo in luce la mancanza di un Piano di individuazione delle aree idonee, sia regionale che nazionale, per l’installazione dei pannelli fotovoltaici, pale eoliche, e altri impianti per la produzione di energia rinnovabile. La soluzione? Nel decreto Semplificazioni dell’agosto scorso è stata introdotta una norma grazie alla quale sarà un DPCM a indicare l’elenco di aree “non” idonee alla realizzazione delle infrastrutture per la transizione energetica e non un piano. Allo stesso tempo è in forte ritardo (dunque a rischio di infrazione europea) il Piano di utilizzo dello spazio marittimo che dovrebbe individuare in Italia entro il 2021 e nei mari europei entro il 2022, le modalità per far coesistere le attività di pesca, le installazioni di campi eolici e fotovoltaici, il turismo, il trasporto marittimo con, ad esempio, il ripristino degli ecosistemi e della biodiversità, così come per la terra ferma. Ovviamente in questo elenco con possiamo dimenticare le ecomafie, le procedure di infrazione per le emissioni in atmosfera, gli scarichi illeciti di acque reflue e i rifiuti, e da qui l’economia circolare che oscilla tra la produzione energetica che brucia rifiuti di tutti i tipi, anche i fanghi della depurazione, intossicando la nostra aria, e la produzione di nuovi materiali prodotti dagli scarti. Avete mai indossato un paio di scarpe o una borsa di pelle di mela o di cactus? Io si, prodotti da artigiani italiani che sopravvivono tra mille stenti!
Il tema ambientale langue da decenni e so bene quanto abbiamo combattuto per scardinare le resistenze dei poteri economici. Il Ministero dell’Ambiente dovrebbe essere terzo rispetto agli altri ministeri perché esprime valutazioni di impatto delle opere e delle attività umane che inevitabilmente impattano sugli ecosistemi naturali e sulla biodiversità e al contempo promuove e finanzia ciò che in Italia c’è di sostenibile, vedi anche le ZEA che tentano di portare una boccata di ossigeno nelle aree protette. Ma se le attività più dannose, come la produzione di energia, sono inglobate nel Ministero dell’Ambiente, la tutela dell’ambiente soccomberà perché il controllore e il controllato saranno costituiti dallo stesso ente e questo ci riporta alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) ovvero ai “piani delle aree idonee alla transizione” e dunque al Recovery Plan.
Confindustria, attraverso il suo giornale, sta sottolineando spesso come la Commissione VIA, fondamentale in quanto l’UE obbligherà a standard di controlli per l’ammissione dei progetti del Recovery e in quanto molto passerà per le infrastrutture, sia lenta ad esaminare i progetti (650 ancora in sospeso), e questo è un problema perché i progetti del Recovery devono riguardare opere completabili entro il 2026. Si attribuiscono colpe ai procedimenti di VIA, mentre è la qualità dei progetti presentati ad essere scarsa, per cui la commissione VIA deve fungere da soccorso istruttorio in quanto spesso manca la documentazione prevista dalla normativa; in tal caso il problema riguarderebbe il fatto che viene consentito a tali progetti di accedere alla verifica di commissione, seppur carenti. Inoltre, viene segnalata carenza di supporto tecnico (fornito dall’ISPRA). Sul valore della partecipazione nei processi decisionali, anche nel PNRR le autorità regionali e locali possono essere partner importanti nell’attuazione delle riforme e degli investimenti. A tale riguardo, esse dovrebbero essere adeguatamente consultate e coinvolte. Il Piano dovrebbe contenere una sintesi del processo di consultazione, condotto conformemente al quadro giuridico nazionale, delle autorità locali e regionali, delle parti sociali, delle organizzazioni della società civile, delle organizzazioni giovanili e di altri portatori di interessi e il modo in cui il Piano per la ripresa e la resilienza tiene conto dei contributi dei portatori di interessi. Semplificare non può significare togliere la parola ai cittadini ed eliminare il confronto costruttivo, altrimenti si sposta semplicemente il conflitto in sede giudiziaria.
Alcune associazioni lo hanno capito e sostengono che la commissione VIA debba essere più rigida nel rigettare i progetti (solo il 10% attualmente viene respinto) e nel fatto che non deve andare incontro ai progetti manchevoli aiutandoli a supplire alle carenze di documentazione. Confindustria ipotizza addirittura l’eliminazione del PNIEC, accusando il governo Conte di aver creato solo confusione, nonostante molti progetti del Recovery saranno afferibili proprio al PNIEC. Ma basta accedere al sito dell’Europa e verificare l’iter, elaboratissimo, per verificare il meccanismo per essere ammessi ai finanziamenti e scoprire che si fa riferimento al PNIEC e che le opere afferenti alla transizione verde devono rispettare il Green Deal e soprattutto che saranno emessi Bond Green con precisi criteri ambientali da rispettare, tanto è vero che nel primo pilastro del regolamento del fondo del Recovery, l’Europa ha tenuto a precisare che deve essere conservata la Natura. Questo implica la realizzazione di piani per l’individuazione di aree idonee che siano compatibili con tutte le attività umane e con la natura, quindi sottoposti a VAS. Non solo, tutti nascondono o ignorano del tutto che i progetti devono rispettare il principio “DO NOT SIGNIFICANT HARM” per il quale è stato predisposto uno specifico regolamento, anche in italiano. Cosa significa? Che le attività da finanziare devono essere compatibili con tutte le matrici ambientali e devono rispettare gli obiettivi per il clima, si va in pratica oltre la VIA, con principi più restrittivi. Non siamo più nel Far West, anche se rischiamo di ritornarci”.

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CONTE – DE PETRIS (LeU): “LA SUA LEADERSHIP DEL M5S È UN’OCCASIONE IMPORTANTE PER L’INTERA COALIZIONE”

“La decisione di assumere la leadership del M5S da parte del presidente Conte è un’occasione per l’intera coalizione che ha sostenuto con lealtà il suo governo”, afferma la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto.

“La presenza di Conte permetterà al M5S di completare il percorso verso un’identità politica definita e solidamente collocata a sinistra, presupposto fondamentale per trasformare definitivamente quell’alleanza in una coalizione politica strategica e progettuale. Per l’intera coalizione, inoltre, la partecipazione con un ruolo così rilevante di Conte alla definizione del progetto politico comune sarà una garanzia di proseguire sulla strada che avevamo imboccato con il suo governo, verso un Paese diverso e più giusto”, conclude la presidente De Petris.

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CONTE – DE PETRIS (LeU): “ESEMPIO DI POLITICA NEL SENSO PIU’ ALTO. SPERO CONTRIBUISCA PRESTO AL RAFFORZAMENTO DELLA COALIZIONE”

La lectio magistralis del presidente Conte è stata un esempio di come si possa e si debba intendere la politica nel senso più alto del termine. E’ stata anche una giusta rivendicazione dei risultati positivi ottenuti dal suo governo nell’interesse del Paese e in particolare nel contrasto alla pandemia”, afferma la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto.

Spero che Conte torni presto a fornire il suo contributo prezioso al rafforzamento della coalizione che ha appoggiato sino all’ultimo il suo governo e alla definizione del progetto per il Paese che insieme avevamo iniziato a costruire”, conclude la presidente De Petris.

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GOVERNO – DE PETRIS (LEU): “LA RICONVERSIONE ECOLOGICA DEVE ESSERE COMPLESSIVA E RADICALE PER USCIRE DALLA CRISI”

La sfida ambientale lanciata dal presidente del consiglio è giusta. Ma una sterzata davvero ambientalista non si limita alla tecnologia. Bisogna cambiare l’intero modello di sviluppo e i modelli di vita. La tanto lodata sobrietà deve diventare uno stile di vita. Di questo, in realtà, parla Papa Francesco, oggi citato giustamente dal presidente Draghi”, afferma la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto.

Solo una riconversione ecologica complessiva e radicale permetterà di uscire dalla crisi con la creazione di nuovi posti di lavoro e di lavoro buono e con la creazione di una società più giusta. Perché la pandemia ha messo a nudo ingiustizie e diseguaglianze pre-esistenti e non accettabili. Ma è fondamentale che la riconversione sia accompagnata da una rete di protezione che, come è stato fatto dal governo Conte bis, non lasci solo nessuno. Questa è la sfida che ci aspetta”, conclude la presidente De Petris.

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GOVERNO – DE PETRIS E PALAZZOTTO: “NON CONDIVIDIAMO LA SCELTA DI SINISTRA ITALIANA. VOTEREMO LA FIDUCIA AL GOVERNO DRAGHI”

Al termine di un dibattito molto articolato e sofferto l’Assemblea nazionale di Sinistra italiana ha deciso di esprimersi contro la fiducia al governo Draghi. È una scelta che rispettiamo ma che riteniamo sbagliata e controproducente per la sinistra e per le fasce sociali messe più a rischio dalla crisi.
Vediamo tutte le contraddizioni e i problemi che una maggioranza di questo tipo porta con sé, ma sappiamo che in un momento difficile come questo serve assumersi la responsabilità di dare risposte al Paese difendendo quanto era stato fatto fino a qui dal Governo Conte, a partire dalle scelte fatte sulla sanità anche grazie alla continuità di Roberto Speranza alla guida del Ministero della Salute”.

Lo affermano la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto e il deputato di LeU Erasmo Palazzotto al termine dell’Assemblea nazionale di Sinistra Italiana.

Riteniamo necessario invece confermare e rinsaldare l’asse strategico costituito dall’alleanza tra Pd, M5S e LeU, che hanno sostenuto con lealtà e sino all’ultimo l’esperienza positiva del governo Conte-bis, anche a partire dalle prossime elezioni amministrative. Quella coalizione va ora ribadita e perseguita con determinazione, come ci ha indicato con chiarezza Giuseppe Conte con la proposta di un’Alleanza per lo sviluppo Sostenibile. Per questo ora e’ indispensabile rafforzarla con un coordinamento tra i gruppi parlamentari PD, M5S e LeU, perché solo così, forti della maggioranza assoluta alla Camera e di quella relativa al Senato, saremo in grado di incidere e indirizzare le scelte del nuovo governo.
Quella che sostiene questo governo non è e non potrà mai essere una maggioranza politica. Dunque è all’interno di questa anomalia, nel tentativo di rinsaldare un fronte progressista e non scegliendo la via dell’autosufficienza, che bisogna lottare per affermare un proprio punto di vista.
E’ questo il campo dove bisogna dare battaglia perché si operi una vera transizione ecologica, per prorogare il blocco dei licenziamenti, per un fisco più equo e progressivo, per il ritorno a un sistema sanitario davvero pubblico e universalistico, perché il Recovery Fund sia uno strumento utile a rimuovere le diseguaglianze sociali e territoriali. Questo, del resto ci chiedono di fare le associazioni ambientaliste e le forze sindacali e sociali: difendere sul campo e con la possibilità di incidere l’ambiente, un modello di sviluppo sostenibile e gli interessi dei lavoratori e delle fasce sociali più deboli”, concludono De Petris e Palazzotto.

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