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APPELLO DEI SENATORI ERRANI E RUOTOLO PER IL “SI” AL REFERENDUM E PER IL VOTO DISGIUNTO

Siamo negli ultimi giorni prima del voto per le regionali e le amministrative comunali e per il referendum per la riduzione del numero dei parlamentari. Prima di entrare nel merito del referendum vorremmo fare un appello: occorre evitare l’inasprimento del dibattito che si sta verificando in questi giorni. Le motivazioni del sì e le varie motivazioni del no, tolte le strumentalizzazioni politiche e il populismo, hanno un fondamento. Va poi affermata una verità spesso dimenticata”. Lo affermano i senatori Vasco Errani e Sandro Ruotolo, che aggiungono: “La riduzione del numero dei parlamentari e il superamento del bicameralismo paritario è da decenni un obbiettivo della sinistra di governo, lo era già all’epoca del PCI. Non è quindi un tabù. È chiaro che non tutte le riforme vanno bene: per noi il problema sono gli equilibri della rappresentanza, i bilanciamenti e il ruolo fondamentale e irrinunciabile del parlamento. D’altra parte queste stesse ragioni le sosteneva il professore Stefano Rodotà, di certo non un populista, quando affermava che – il bicameralismo produce inefficienza e distorsioni, rallenta il processo legislativo, moltiplica i luoghi in cui possono farsi valere gli interessi settoriali e deresponsabilizza i parlamentari. Al bicameralismo si sostituisce spesso un monocameralismo di fatto – , cosa che vediamo verificarsi sempre più regolarmente oggi. Pensiamo, ad esempio, alle leggi di conversione dei decreti governativi o all’uso sempre più esteso dello strumento del voto di fiducia. Questo è un punto che non è risolto con la legge oggetto del referendum e rimangono dei nodi, come una legge elettorale che consenta un equilibrio nella rappresentanza e una riforma dei regolamenti parlamentari, che debbono essere assolutamente affrontati. Noi rifiutiamo gli argomenti di chi interpreta la riduzione del numero dei parlamentari con uno spirito di antipolitica e populismo. Non è accettabile e va respinta una propaganda che metta in discussione la democrazia rappresentativa o umili il ruolo del parlamento. La qualità della democrazia non può essere ridotta ad una questione di bilancio perché è un argomento di per sé privo di qualsiasi fondamento. Diciamo di più: è anche necessario dare piena attuazione all’articolo 49 della costituzione con una legge che assicuri trasparenza e qualità nella vita dei partiti. Comprendiamo quindi perfettamente i timori espressi, attraverso diverse argomentazioni, dai rappresentanti del no: sono legittimi. Qualunque sia l’esito del referendum sarà indispensabile approvare subito una legge elettorale adeguata ed equilibrata e una riforma del parlamento che consenta un corretto bilanciamento tra le due Camere. Vi sono infine delle ragioni politiche che hanno portato all’approvazione di questa riforma e che stanno emergendo nel corso della campagna referendaria. Da un lato abbiamo l’accordo politico che ha portato le forze che sostengono l’attuale governo ad approvare la riforma ed avviare la difficile fase di costruzione di un nuovo centrosinistra. Un accordo che va onorato e portato a compimento anche nelle parti relative alla riforma elettorale e del Parlamento col superamento del bicameralismo paritario. Dall’altro lato vediamo una destra che nelle ultime  settimane, con la sua propaganda divisiva, sta strumentalizzando in maniera inaccettabile il voto referendario legando la vittoria del no alla spallata al governo. Per l’insieme di queste ragioni voteremo sì: prima di tutto perché il compito della politica non può essere solo quello di registrare la paura per gli effetti di un progetto incompiuto ma quello di portare a termine una riforma complessiva utile a valorizzare il ruolo del Parlamento. Occorre respingere l’inaccettabile strumentalizzazione della destra che farebbe solo del male al Paese. Oltre al voto referendario siamo alle ultime battute della campagna elettorale per il rinnovo di sette consigli regionali e di centinaia di comuni. Le forze politiche che sostengono il governo Conte vanno, nella maggioranza dei casi, divise a questi appuntamenti mentre la destra sovranista è unita. Bisogna evitare che questa destra prevalga e per questo motivo chiediamo di usare il voto disgiunto in quelle regioni dove il risultato per il centrosinistra è tutto da conquistare. Per questo ci rivolgiamo agli elettori dei 5 stelle, a quelli di sinistra che hanno a cuore la qualità del governo dei territori, che vogliono sconfiggere la destra sovranista. A tutti loro chiediamo di votare per i presidenti del centrosinistra in Puglia, Marche e Toscana. Giani in Toscana, Emiliano in Puglia, Mangialardi nelle Marche. Noi ci crediamo, crediamo che la nuova alleanza del centro sinistra allargato alla società civile con i 5 stelle sia l’unica proposta politica vincente. Non ci sono governi tecnici all’orizzonte. C’è solo la destra di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni. Ci aspettano settimane e mesi difficili. Non siamo ancora usciti dall’emergenza sanitaria Covid-19 mentre sono in arrivo miliardi di euro per la ripartenza. Abbiamo bisogno di un nuovo modello di sviluppo che punti alla lotta contro le diseguaglianze, alla sanità pubblica, alla transizione ecologica, alla digitalizzazione, a scuola e ricerca. Possiamo e dobbiamo cambiare il nostro Paese, questo è il nostro impegno. Il nostro sarà un voto antifascista e antirazzista”. concludono il loro intervento Errani e Ruotolo.

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CASO IRPINIA – MINISTRA LAMORGESE RISPONDE AL QUESTION TIME DEL SENATORE RUOTOLO: “PRESTO AUMENTEREMO GLI ORGANICI DELLA POLIZIA CON 14 NUOVE UNITA’, C’E’ LA MASSIMA ATTENZIONE PER QUEI TERRITORI”

A breve sarà disposta l’assegnazione di una ulteriore aliquota di 14 unità di agenti presso la Questura di Avellino e presso i reparti della polizia stradale. Rinforzi che potenzieranno la rete dei presidi della polizia di Stato in Irpinia che al momento possono contare su di un numero complessivo 455 unità”. È la risposta della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese all’interrogazione urgente del senatore Sandro Ruolo del Gruppo Misto nel corso del Question time di oggi al Senato, sulla preoccupante escalation criminale in Irpinia, culminata lo scorso martedì con l’omicidio del pregiudicato Orazio De Paola, 58 anni, considerato dagli inquirenti il principale referente del clan camorristico Pagnozzi. “È solo l’ultimo gravissimo episodio di un quadro criminale che preoccupa e allarma l’opinione pubblica mettendone a rischio la stessa incolumità dei cittadini” – ha sottolineato il senatore Ruotolo – “Clan ancora potenti che, nonostante le inchieste, oltre a controllare affari illeciti sul territorio risultano avere robusti interessi anche nel basso Lazio, in Toscana e a Roma”. Il ministro ha assicurato che : “L’attenzione è massima verso quel territorio e l’impegno delle forze di polizia si traduce in una intensa attività di prevenzione e contrasto soprattutto, nella delicata fase che il Paese sta attraversando, riguardo al fenomeno delle infiltrazioni camorristiche in Irpinia rilevate anche dalle analisi criminali più recenti”. Il senatore Ruotolo nella sua replica si è detto soddisfatto: “Mi auguravo questa sua risposta perché sappiamo tutti che serve la prevenzione ma serve anche l’elemento di repressione sul territorio. Rilevo poi la pericolosità di questa camorra che come è evidenziato nell’ultima relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia, è un camorra moderna, silente, silenziosa, che ha i suoi rapporti e che riesce a infiltrarsi nell’amministrazione pubblica e negli enti locali”.

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MANIFESTO SALVINI – RUOTOLO (GRUPPO MISTO): “GRAVE AFFRONTO ALLA CITTA’ DELLE QUATTRO GIORNATE, ED E’ UN MESSAGGIO PERICOLOSO”

“Il manifesto del comizio di Salvini indica ‘Piazza della Posta’ e non piazza Matteotti. Si tratta di un Grave affronto alla città delle Quattro giornate ed è pericoloso messaggio”. Lo denuncia il senatore Sandro Ruotolo del Gruppo Misto in un post divenuto virale. Il riferimento è all’iniziativa elettorale di venerdì del leader della Lega a Napoli. “Per noi napoletani e per tutti gli antifascisti quel riferimento rappresenta uno sfregio in piena regola, perché sappiamo tutti benissimo chi era Giacomo Matteotti e per noi quella è da sempre piazza Matteotti. Chi ha una certa età, ricorda perfettamente i manifesti del Msi che invece la chiamavano piazza della Posta. Quello di Salvini e della Lega è un richiamo sottile che guarda a quel mondo e lo sdogana. Ecco perché questa destra sovranista ci fa paura.”

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CASO PACIOLLA – RUOTOLO (GRUPPO MISTO): “SERVE UNA MOBILITAZIONE DELL’OPINIONE PUBBLICA, PERCHE’ ABBIAMO IL DIRITTO DI CONOSCERE LA VERITA'”

“Un’inchiesta del maggior quotidiano colombiano avvalora l’ipotesi dell’uccisione di Mario Paciolla, operatore Onu, e chiama in causa il governo colombiano ai più alti livelli. Serve la mobilitazione dell’opinione pubblica perché abbiamo il diritto di conoscere la verità”. Lo scrive in un tweet il senatore Sandro Ruotolo del Gruppo Misto che aggiunge : “In attesa dell’esito dell’autopsia e delle indagini condotte dagli investigatori, inquietano i dettagli che stanno emergendo dalla stampa e che ancora di più chiamano in causa i responsabili della missione di pace dell’ONU che continuano a sottrarsi e con caparbietà sospetta a non fornire informazioni alle autorità. Occorre fare luce sul caso Paciolla, non è un auspicio ma un dovere civico e di verità verso un giovane italiano che con la sua importante opera stava contribuendo a scrivere pagine di pace”.
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PACIOLLA – RUOTOLO (GRUPPO MISTO): “NESSUN MURO DI GOMMA DOVRA’ OPPORSI ALLA VERITA'”

“Nessun muro di gomma dovrà opporsi alla verità. Siamo preoccupati per le notizie che arrivano dalla Colombia dove 4 agenti della polizia di San Vicente del Coguan sarebbero stati messi sotto inchiesta dalla Procura generale colombiana per intralcio alla giustizia. Se è vero che avrebbero consegnato ad un’unità dell’Onu gli effetti personali di Mario Paciolla, il giovane cooperante napoletano delle Nazioni unite trovato morto il 15 luglio scorso nella sua abitazione, la risposta del governo italiano deve essere immediata e netta. Bisogna chiedere al segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, di mettere subito a disposizione della magistratura italiana e di quella colombiana tutti gli elementi utili per fare chiarezza sulla morte di Mario Paciolla. Nessun muro di gomma dovrà opporsi alla verità. Vogliamo sapere come e perché è morto Mario Paciolla che proprio per conto dell’Onu lavorava per la pace in Colombia” . Lo afferma il senatore Sandro Ruotolo del Gruppo Misto.

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LIBIA – RUOTOLO (GRUPPO MISTO): “IL GOVERNO CONTE CAMBI POLITICA”

“in Libia sono tre i migranti uccisi e quattro i feriti dalla Guardia Costiera libica che l’Italia ha, di recente, rifinanziato. La Libia non è un porto sicuro. In Libia c’è la tortura. Sull’immigrazione il governo Conte deve assolutamente cambiare politica. Restiamo umani.”. Lo scrive il senatore Sandro Ruotolo (Gruppo Misto) che votò ‘no’ al rifinanziamento della missione in Libia.

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ASSEMBLEA ‘IL FUTURO INSIEME’

La costituzione di una rete tra parlamentari progressisti e del mondo dell’ecologia, sindaci e movimenti civici, realtà della società civile, associazioni è al centro dell’assemblea nazionale online “Il futuro insieme, per una rinascita eco-solidale dell’Italia” che si svolgerà oggi venerdì 24 luglio 2020, a partire dalle 13 con sessioni tematiche, e con un’assemblea plenaria dalle 16 in poi.

Nel dettaglio il programma prevede dalle 13 alle 16 sessioni tematiche: alle 13 “Vivere insieme, la città al centro del cambiamento” con Amedeo Ciaccheri presidente Municipio ed esponente Liberare Roma, Emily Clancy consigliera comunale Bologna, Giuseppe Genna scrittore, Paolo Limonta assessore comune Milano, Marta Nalin coalizione civica Padova, Enrico Panini vicesindaco Napoli, Luca Pastorino deputato Leu, Sandro Ruotolo, Valerio Tramutoli di Basilicata Possibile, Nicola Sghingaro presidente Municipio Bari.

Alle 14.15 “Libia, diritti umani e futuro dei flussi migratori ” con Giorgia Linardi Sea Watch, Pierfrancesco Maiorino europarlamentare Pd, Erasmo Palazzotto deputato Leu, Cecilia Strada Mediterranea. 

Alle 14.45 “Economia e Lavoro per una transizione giusta e sostenibile” con Paolo Ciani consigliere regione Lazio Demos, Domenico De Masi, Michele De Palma Fiom, Enrico Giovannini Asvis, Stella Laforgia, Andrea Morniroli.

Alle 15.30 “Innovazioni sociali, economiche e tecnologiche per la sfida climatica” con Matteo Fago, Simona Maggiorelli, Stefano Mancuso, Edoardo Zanchini vicepresidente Legambiente.

Alle 16 saluti di Giulia Biazzo coordinatrice Unione degli Studenti, Angelo Bonelli Verdi Italiani, Philippe Lamberts portavoce Verdi Europei, Federico Pizzarotti Italia in Comune, Norma Rangeri direttrice Il Manifesto, Nichi Vendola.

Alle 17 si avvierà l’assemblea nazionale plenaria dove interverranno: Gessica Allegni, Monica Barni, Luca Basile, Andrea Cecconi, Damiano Coletta, Peppe De Cristofaro, Loredana De Petris, Lorenzo Falchi, Elena Fattori, Lorenzo Fioramonti, Nicola Fiorita, Flora Frate, Nicola Fratoianni, Marilena Grassadonia, Marco Grimaldi, Francesco Laforgia, Paolo Lattanzio, Matteo Mangili, Paola Nugnes, Alessio Pascucci, Elisabetta Piccolotti, Anita Pirovano, Ivo Poggiani, Silvia Prodi, Igiaba Scego, Massimiliano Smeriglio, Serena Spinelli, Massimo Zedda.

 I lavori potranno essere seguiti a partire dalle 13 sulle varie pagine Facebook degli aderenti all’iniziativa. Hanno finora assicurato la diretta web tv dell’assemblea Radio Radicale, Il Manifesto, Left. Altri siti web e organi di informazione si aggiungeranno nelle prossime ore”.

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ERGASTOLO PER I BOSS – RUOTOLO (GRUPPO MISTO): “OGGI E’ NU JUORN BBUON. NON FU SOLO LA MAFIA A TENTARE IL COLPO DI STATO”

“Ergastolo per il boss della ’ndrangheta Rocco Santo Filippone e per il capo mafioso Giuseppe Graviano. Una sentenza storica emessa dalla Corte d’Assise di Reggio Calabria che prova come alla stagione stragista finalizzata a un tentativo di colpo di Stato parteciparono tutte le organizzazioni criminali. Non solo i corleonesi di Totò Riina ma anche i capi della ‘ndrangheta agirono nel biennio stragista 92-94”. E’ il commento del senatore Sandro Ruotolo (Gruppo Misto) presente oggi in aula alla lettura del verdetto di condanna. “La sentenza di primo grado appena pronunciata dalla Corte d’assise di Reggio Calabria è importante perché si è conosciuto quest’altro pezzo di verità. Questo vuol dire cercare sempre la verità e la giustizia e mai accontentarsi delle ‘prime verità. Dopo le stragi del ’92 in Sicilia, nel ’93 ci furono le bombe di Firenze, Milano e Roma e poi abbiamo saputo dal pentito Gaspare Spatuzza che nella stagione stragista era coinvolta anche la ‘ndrangheta calabrese e un deposito di armi era pronto ad essere utilizzato dalla camorra napoletana. A Reggio Calabria ci furono tre agguati agli equipaggi delle radiomobili. In sequenza, uno dopo l’altro. Due carabinieri uccisi, due illesi e due feriti gravemente. Ecco, mi sembrava importante esserci oggi da senatore accanto ai familiari dei carabinieri uccisi, accanto a quella magistratura che non si stanca mai di cercare verità e giustizia. Oggi è nu juorn bbuon” conclude il senatore Ruotolo, che da cronista ha raccontato i segreti inconfessabili ed è finito per questo sotto scorta.

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PACIOLLA – RUOTOLO (GRUPPO MISTO): “PRETENDERE DALLE NAZIONI UNITE LA MASSIMA COLLABORAZIONE CON LE AUTORITA’ ITALIANE E CON I LEGALI DELLA FAMIGLIA PACIOLLA PER CONOSCERE LA VERITA'”

“Pretendere, è la parola giusta, dalle Nazioni Unite la massima collaborazione con le autorità italiane e con i legali della famiglia per conoscere la verità sulla morte di Mario Carmine Paciolla, il nostro connazionale 33enne, ritrovato privo di vita presso la propria abitazione a San Vicente del Caguan, località a 650 chilometri da Bogotà”. Lo ha chiesto al ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio, nel corso della seduta del Question Time, il senatore Sandro Ruotolo (Gruppo Misto) che ha presentato una interrogazione urgente insieme ai parlamentari Loredana De Petris e Vasco Errani sul caso Paciolla. “Il nostro connazionale era cooperante Onu ed era impegnato da due anni con le Nazioni Unite, in un progetto che mirava a riconvertire gli ex combattenti al lavoro nei campi e svolgeva il monitoraggio per il rispetto degli accordi di pace tra il Governo colombiano e le FARC, le Forze armate rivoluzionarie della Colombia. Vista la gravità dei fatti e il turbamento e lo sconcerto nell’opinione pubblica, sollecitiamo il Ministro al massimo impegno nei confronti del Governo colombiano, e ad adottare tutte le iniziative affinché si svolgano le opportune indagini per giungere a risposte convincenti, per la ricerca della verità e della giustizia per la morte del nostro connazionale Mario Carmine Paciolla. E per ottenere queste risposte c’è bisogno della massima collaborazione delle Nazioni Unite”.

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