Senatore

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini (Barberino di Mugello19 ottobre 1959) è un politico italiano, Segretario Nazionale del Partito Socialista Italiano dal 2008 ed Assessore al Bilancio e ai Rapporti Istituzionali della Toscana dal 16 aprile 2010 al 2013. In precedenza, è stato deputato per la XI Legislaturaeuroparlamentare per la IV legislatura e Presidente del Consiglio Regionale della Toscana dal 2000 al 2010. Dal 19 marzo 2013 è senatore e vicecapogruppo vicario del gruppo Per le Autonomie – Partito Socialista Italiano facente parte della maggioranza di centrosinistra riunendo in sé SVPUVPATTUpT-PSI. Dal 28 febbraio 2014 al 1° giugno 2018 è stato viceministro dei Trasporti nel Governo Renzi, ruolo che gli viene successivamente riconfermato nel nuovo governo dal Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Suo zio era il ciclista Gastone Nencini[1], celebre negli anni Cinquanta e vincitore, tra l’altro, di Giro d’Italia e Tour de France.

Ha compiuto studi storici[non chiaro] alla facoltà di Scienze Politiche ‘Cesare Alfieri‘ di Firenze. Ha una laurea honoris causa in Lettere, conferitagli nel febbraio 2004 dall’Università di Leicester (UK).

Collabora con la Fondazione Spadolini – Nuova Antologia nel dipartimento di formazione dei docenti di storia.

Carriera politica

La sua carriera politica inizia come Consigliere comunale e capogruppo del Partito Socialista Italiano a Firenze dal 1990 al 1995 sotto il sindaco Giorgio Morales.

Deputato nella XI Legislatura, nel 1992 è stato il primo parlamentare italiano a rinunciare al doppio stipendio.[2]

Per le liste PSIAD è stato eletto europarlamentare alle elezioni del 1994. È stato membro della Commissione per la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’energia, della Delegazione per le relazioni con i paesi membri dell’ASEAN, il Sud-est asiatico e la Repubblica di Corea e della Commissione per le relazioni economiche esterne.

In seguito alla vittoria di Claudio Martini, candidato de L’Ulivo, alle elezioni regionali in Toscana del 2000, diventa Presidente del Consiglio Regionale, carica mantenuta fino al marzo del 2010. Dal marzo del 2010 al 2013 è assessore al Bilancio e ai Rapporti Istituzionali della regione Toscana nella giunta di Enrico Rossi, ruolo per il quale nel 2012 riceve l’Oscar del Bilancio.

Nel frattempo diviene coordinatore della Conferenza nazionale dei Presidenti dell’Assemblea, dei Consigli regionali e delle Province Autonome (20022003), Presidente della Conferenza delle Assemblee Legislative regionali Europee nell’anno 2003 – riconfermato per la Presidenza nel 2004 – e coordinatore della Carta delle Regioni d’Europa. Nel 2003 viene insignito dal Capo dello Stato della onorificenza di Cavaliere di Gran Croce per la sua attività in tema di federalismo regionale.

Il 5 luglio 2008, durante il primo Congresso nazionale del Partito Socialista, è eletto Segretario Nazionale[3] subentrando così ad Enrico Boselli, dopo che la candidatura di quest’ultimo come candidato del partito per la Presidenza del Consiglio dei Ministri alle elezioni politiche del 2008 portò a un risultato di poco inferiore all’1%.

Il 4 marzo 2009 rimane ferito ad un polmone perforato da una costola in seguito ad un incidente autostradale, avvenuto poco prima dell’uscita di Orte, sull’Autostrada del Sole. Sulla berlina erano presenti due carabinieri di scorta, anch’essi rimasti feriti.[4]

L’11 luglio 2010 è riconfermato segretario del Partito Socialista Italiano (che ha ripreso la denominazione dello storico partito) con un’ampissima maggioranza (solo 11 contrari su 649 delegati).[5]

Inizialmente intenzionato a correre alle primarie del centrosinistra del 2012, successivamente decide di appoggiare il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani.[6]

Nelle elezioni politiche italiane del 2013 come segretario del PSI aderisce alla coalizione di centro-sinistra Italia. Bene Comune; è candidato all’interno delle liste del Partito Democratico, in seguito ad un accordo elettorale che prevede la presenza di una delegazione socialista all’interno delle sue liste; Nencini viene eletto al Senato nel collegio delle Marche.

Dal 19 marzo 2013 è vicecapogruppo vicario per il PSI del gruppo Per le Autonomie (SVP-UV-PATT-UPT) – PSI – MAIE facente parte della maggioranza di centrosinistra.

All’interno del Governo Renzi e del Governo Gentiloni

Il 28 febbraio 2014 viene nominato viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nel Governo Renzi.

Nencini è l’unico esponente del governo a pubblicare la propria agenda degli incontri con “soggetti portatori di interessi particolari” nel sito del suo dicastero[7], indicando anche l’oggetto degli incontri, i partecipanti e l’esito del colloquio.[8]

Il segretario del PSI ha presentato anche un disegno di legge in Senato per l’istituzione di un registro delle lobby e dei lobbisti e di norme per la trasparenza dei loro rapporti con pubblici amministratori, parlamentari e membri dell’esecutivo.[9]

Nencini si è pubblicamente espresso a favore di una modifica della legge elettorale Italicum promossa dal governo pur dichiarando di sostenere il SI al referendum sulla riforma costituzionale Renzi-Boschi.

Nencini viene confermato viceministro dei Trasporti nel Governo Gentiloni.

Rielezione a senatore

In vista delle imminenti elezioni politiche il 14 dicembre 2017 presenta Insieme, lista che federa il PSI, i Verdi e i prodiani di Area Civica.[10]

Viene candidato dalla coalizione di centro-sinistra nel collegio uninominale di Arezzo e viene eletto senatore con 100.000 voti contro i 97.000 della candidata leghista. La sua lista raccoglie circa lo 0,5% ed è l’unico eletto grazie all’uninominale; si iscrive al Gruppo Misto e ne diventa vice presidente.[11]