Senatore

Maurizio Buccarella

Maurizio Buccarella (Lecce30 luglio 1964) è un politico italiano.

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Bari. È avvocato sia civile che penalista.

Attività politica

Nel 2007 è entrato a far parte del gruppo civico “Meetup – Salentini Uniti con Beppe Grillo” di Lecce.

Alle elezioni comunali del 2012 è stato candidato, non eletto, alla carica di sindaco della città di Lecce per il Movimento 5 Stelle.

Alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 in seguito alle parlamentarie online è risultato il più votato in Puglia quindi è stato candidato capolista per il Movimento 5 Stelle per poi essere eletto Senatore della Repubblica.[1]

Attualmente ricopre l’incarico di Membro della Giunta per il Regolamento, della Giunta delle Elezioni e delle Immunità Parlamentari ed è vicepresidente della Commissione Giustizia del Senato.

È autore, insieme al collega Andrea Cioffi, del contestato emendamento sull’abolizione del reato di clandestinità, che con un post sul blog lo stesso fondatore del Movimento Beppe Grillo ha disconosciuto, provocando un forte contrasto tra la linea dei vertici Grillo e Casaleggio[2], contrari all’abolizione, e la maggioranza dei parlamentari, invece favorevoli alla cancellazione. Lo stallo è stato superato da un voto sul web degli iscritti al Movimento, che ha clamorosamente sconfitto la linea di Grillo e il contestuale voto favorevole del gruppo 5 stelle al Senato all’abolizione del reato di clandestinità previsto dalla Legge Bossi-Fini.

È Capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, succedendo al collega Vincenzo Santangelo. Viene eletto con 20 voti al ballottaggio contro i 15 della collega già vicecapogruppo Elisa Bulgarelli, considerata vicina al consigliere regionale grillino dell’Emilia già espulso Giovanni Favia e all’ala più dialogante del Movimento.

Elezioni del 2018 ed espulsione dal M5S

Alle elezioni del 2018 viene ricandidato dal Movimento 5 Stelle al Senato nel collegio Puglia – 02.

Alle elezioni risulta comunque eletto a Senatore e si iscrive al Gruppo Misto, venendone eletto vicepresidente. Vota comunque la fiducia al Governo Conte di Movimento 5 Stelle e Lega.